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Tim accelera al rialzo dopo dimissioni de Puyfontaine dal Cda

Il titolo aveva girato in terreno positivo dopo le prime indiscrezioni del Sole 24 Ore, poi confermate che il manager francese, espressione del socio Vivendi, si è dimesso in vista della riunione in calendario per il 18 gennaio prossimo

di Flavia Carletti

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2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Inversione di rotta per Telecom Italia a Piazza Affari dopo le indiscrezioni de Il Sole 24 Ore sulle dimissioni di Arnaud de Puyfontaine dal Cda. I titoli del gruppo di tlc, dopo aver toccato un minimo a 0,2482 euro, sono risaliti di circa un punto percentuale, tra i migliori del FTSE MIB con un massimo raggiunto a 0,2534 euro, per poi accelerare una volta arrivata la conferma della notizia. Come anticipato dal sito del Sole 24 Ore, Arnaud de Puyfontaine, ceo di Vivendi, si è dimesso con effetto immediato dal ruolo di consigliere di Tim. Il manager francese chiede, in particolare, stando a fonti vicine a Vivendi, discontinuità nel board di Tim per iniziare un nuovo corso, soprattutto per quanto riguarda l'attuale presidente Salvatore Rossi. Inoltre de Puyfontaine vuole, con questo atto, avere più libertà nel dialogo col Governo sulla rete come rappresentante del primo azionista di Tim. Vivendi, in questo contesto, ribadisce il suo interesse industriale per Tim, di cui vuole essere investitore di lungo termine.

L'uscita dal cda del manager francese potrebbe accelerare una soluzione per il dossier rete del gruppo italiano. La scelta del ceo di Vivendi è un segnale forte, che seguirebbe peraltro temporalmente i cahiers de doleances messi nero su bianco a partire dall'estate sulla governance in Tim, quando divenne evidentemente chiarito (chiaro lo era già da tempo) a tutti il duello con il presidente Salvatore Rossi sul tema della governance.

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Come indicato in una nota, de Puyfontaine «ha comunicato oggi a Tim la sua decisione di lasciare irrevocabilmente il suo attuale ruolo di membro del consiglio di amministrazione di Tim con effetto immediato. In questa fase di dialogo costruttivo tra i principali azionisti di Tim e le istituzioni» è «fondamentale che tutti i soggetti interessati possano essere liberi di operare in modo costruttivo e trasparente a vantaggio di Tim e di tutti i suoi azionisti». Fino all'apertura di un nuovo capitolo, de Puyfontaine desidera «dedicare i suoi sforzi come ceo di Vivendi, che è il maggiore azionista di Tim dal 2015, per ristabilire un percorso di crescita per Tim e aver adeguatamente riconosciuto il valore reale della azienda e della sua rete».
«Il forte interesse di Vivendi per Tim è confermato con una prospettiva a lungo termine, poiché l'Italia rimane al centro della strategia di Vivendi con ulteriori potenziali investimenti in arrivo», si aggiunge nella nota.

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