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Tim maglia rosa a Piazza Affari, confronto formale con Kkr su Opa

Il Cda ha dato mandato al presidente Salvatore Rossi e all'a.d. Pietro Labriola per avviare un'interlocuzione

di Paolo Paronetto

(REUTERS)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Prima seduta della settimana brillante per Telecom Italia a Piazza Affari: i titoli del gruppo di tlc guidano i rialzi sul FTSE MIB mettendo a segno un progresso arrivato anche oltre nove punti. Le quotazioni beneficiano del mandato, annunciato il 13 marzo, assegnato dal cda al presidente Salvatore Rossi e all'a.d. Pietro Labriola per avviare un'interlocuzione con Kkr, formale e ulteriore rispetto a quelle già intraprese informalmente nei mesi scorsi dai consulenti per «ottenere informazioni per valutare l'attrattività e la concretezza della potenziale offerta da un punto di vista finanziario e industriale» e definire «un periodo e perimetro limitati per lo svolgimento di una due diligence di natura esclusivamente confirmatoria». Il board ha anche «confermato la volonta' di eseguire il piano e di procedere all'esplorazione e allo sviluppo del progetto in discontinuità, attraverso la riorganizzazione delle attività del gruppo e una possibile integrazione con Open iber, coltivando il negoziato con Cdp e le necessarie interlocuzioni con le autorità».

Secondo il cda, in ogni caso, in Tim c'è «un valore inespresso che deve essere tenuto in debita considerazione nel valutare qualunque opzione alternativa alla realizzazione del piano industriale». Secondo gli analisti di Banca Akros si tratta di un «esito positivo, che aumenta la possibilità (di recente considerata piuttosto bassa) che l'offerta di Kkr venga formalizzata». Gli esperti notano che «lo scenario preferito per il cda sembra rimanere una soluzione interna che includa la fusione con Open Fiber». Su questo fronte, secondo indiscrezioni di stampa oggi il board di Open Fiber dovrebbe approvare un accordo strategico con Tim relativo alle aree bianche. «Sarebbe un passo nella direzione di una maggiore integrazione tra due compagnie», commentano gli esperti. «Di certo - confermano da Equita - dimostra una relazione meno conflittuale tra le due società, aprendo la strada a forme di collaborazione e di possibile integrazione (per cui l'ostacolo principale appare ora di natura regolamentare)».

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