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Tim, Niel in Vodafone riaccende appeal da M&A in Borsa. Attesa per offerta Cdp su rete

Il fondatore di Iliad ha acquistato il 2,5% di Vodafone ritenendola «un'interessante opportunità d'investimento, per la qualità del portafoglio di attività e le solide tendenze di fondo nel settore delle telecomunicazioni globali»

di Andrea Fontana

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L'ingresso a sorpresa di Xavier Niel su Vodafone riporta l'appeal sul consolidamento tra le società di telecomunicazione e spinge sul FTSE MIB anche Telecom Italia, mentre le indiscrezioni relative al dossier della rete unica non lasciano pensare a un rapido avanzamento del progetto. A Londra Vodafone sale di circa due punti. Il veicolo di investimento dell'imprenditore francese, fondatore di Iliad e molto attento al mercato italiano, ha annunciato l'acquisto del 2,5% di Vodafone ritenendola «un'interessante opportunità d'investimento, per la qualità del portafoglio di attività e le solide tendenze di fondo nel settore delle telecomunicazioni globali». Inoltre Atlas Investissement, società che ha realizzato l'operazione, intende sostenere Vodafone nei progetti di consolidamento in alcuni mercati e nel percorso di separazione e valorizzazione delle infrastrutture.

A inizio 2022 Iliad si era fatta avanti sul mercato italiano presentando una offerta per acquistare Vodafone Italia che tuttavia era stata respinta dalla capogruppo britannica. La mossa a sorpresa di Niel proprio in Vodafone, osservano le case di investimento, non può che riaccendere le ipotesi di aggregazioni nel settore: secondo Intermonte, l'ingresso in Vodafone ha un «importante trigger speculativo sulle prossime mosse di consolidamento in alcuni mercati europei e in particolare in Italia» visto l'interesse già dimostrato da Niel sul nostro Paese e il ruolo che Iliad giocherà anche alla luce delle ragioni Antitrust avendo una quota di mercato ancora contenuta. Uno scenario che potrà vedere anche Tim protagonista una volta realizzato il riassetto con lo scorporo delle attività consumer dalla rete.

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Sulla riorganizzazione, che in primis dovrebbe portare alla creazione di una rete unica con gli asset infrastrutturali di Tim e Open Fiber, i tempi non sembrano brevissimi visto il cambio di governo in arrivo in Italia ma, secondo il Corriere della Sera, il cda di Tim dovrebbe scrivere in questi giorni a Cdp (socio di controllo di Open Fiber oltre che azionista di Tim) per assicurarsi che il processo vada avanti e per definire una proroga dei tempi rispetto al 31 ottobre previsto dalle intese. Secondo il quotidiano, Cdp punterebbe a presentare una proposta non vincolante per la rete nella prima settimana di ottobre: la valutazione si aggirerebbe tra i 15 e i 18 miliardi per gli asset di Tim, un valore che difficilmente potrebbe trovare d'accordo il gruppo tlc. Secondo La Repubblica Cdp aspetterà l'insediamento del nuovo governo italiano, che prenderà forma dopo le elezioni del 25 settembre, prima di presentare la propria proposta.

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