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Tim resta osservata speciale in Borsa, attesa per mosse Governo sulla rete

Nuovo round di incontri. Si cerca soluzione per un'infrastruttura unica a controllo pubblico. A fine mese scade il memorandum con Cdp

di Eleonora Micheli

(ANSA)

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Telecom Italia rimane sotto i riflettori a Piazza Affari, mentre si avvicina la fine del mese, termine entro il quale in teoria dovrebbero essere completate le trattative sulla rete previste dal memorandum of understanding firmato nelle scorse settimane da tutti gli attori in gioco, ossia Cdp, Tim, Open Fiber, Kkr in quanto azionista di Fibercop, che è controllata di Tim e Macquarie. Negli ultimi giorni le azioni hanno registrato variazioni consistenti e l'attenzione resta alta nell'attesa che esca qualche segnale sul futuro del gruppo. Giovedì 24 novembre, intanto, è stata una giornata di fitti incontri sul dossier Tim, anche se di fatto le bocche sono rimaste cucite e non sono emerse novità di rilievo. Si è tenuto un vertice di governo a Palazzo Chigi, seguito poi da un summit tecnico, prosecuzione dell’incontro di lunedì, al quale hanno preso parte i capi di gabinetto di Palazzo Chigi, ministero dell’Economia, ministero delle Imprese e del Made in Italy, oltre che un consulente del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Alessio Butti, e Francesco Mele, amministratore delegato di Cdp Equity.

Secondo Il Sole 24 Ore al summit politico, che si è tenuto alla presenza della premier Giorgia Meloni, del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, del ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, e del sottosegretario Butti, è stato fatto il punto in vista della scadenza del 30 novembre, deadline per la presentazione da parte di Cassa depositi e prestiti di un’offerta non vincolante per Netco come previsto dal MoU. In gioco rientra non solamente la rete della compagnia di tlc, ma anche i cavi sottomarini della controllata Sparkle. Sicuramente i ministri stanno cercando la strada per procedere alla realizzazione di una rete sotto il controllo dello Stato, come è stato più volte dichiarato sia dalla premier, sia da Giorgetti e anche da Urso. Il Sole 24 Ore riferisce che sarebbe in corso anche un ulteriore dialogo con la Commissione Ue per capire se possano essere richiesti eventuali rimedi a livello Antitrust. Sempre secondo il quotidiano l’ipotesi di lavoro fattivamente sul tavolo al momento è la possibile offerta che vedrebbe Cdp come pivot per far propria Netco e condurla al matrimonio con Open Fiber (di cui la Cassa ha il 60% con il 40% in mano al fondo Macquarie).

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D’altra parte, se tale disegno non dovesse andare in porto, rimangono aperte altre strade che, secondo le ricostruzioni delle ultime settimane, potrebbero consistere nel lancio di un’opa totale o anche parziale su Telecom da parte della sola Cdp o eventualmente anche un’opa collettiva lanciata da Cdp con tutti gli stakeholders, compresa (o esclusa) Vivendi. Secondo il Corriere della Sera la Cassa sarebbe intenzionata a proseguire nella strada tracciata dal MoU, ossia l'acquisizione di Netco, anche se i tempi potrebbero allungarsi rispetto alla scadenza del 30 novembre. Ad ogni modo si starebbe discutendo anche sul tema di come reperire le risorse necessarie per sia per l’acquisto della rete, sia per l’intera Tim. Nei giorni scorsi, sempre secondo il Corriere, sarebbe stata sondata anche Poste, che però al momento avrebbe declinato l`interesse. Gli analisti di Equita, intanto, continuano a raccomandare cautela, pur ritenendo che il prezzo giusto delle azioni Tim dovrebbe essere molto più elevato e pari a 0,39 euro.

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