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Tim rimane sotto la lente in attesa delle mosse di Kkr e del cda

Situazione in divenire, tra la posizione del Governo da chiarire e l'attesa per la riunione del board. Analisti cauti sul titolo

di Eleonora Micheli

(Bloomberg)

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Telecom Italia rimane protagonista a Piazza Affari, mentre gli investitori si interrogano sul futuro della compagnia, dopo che il fondo Kkr ha manifestato l’interesse a rilevare la società, preannunciando un’opa da 0,505 euro per azione che, secondo indiscrezioni, potrebbe arrivare a livelli molto più elevati. I titoli, dopo un avvio debole hanno ripreso la via del rialzo.

La situazione della compagnia di tlc è estremamente fluida. Il premier, Mario Draghi, durante la conferenza stampa sulle nuove regole per il green pass, ha precisato che «ci sono molte cose da valutare» sulla vicenda, ma che ad ogni modo il Governo si porrà tre priorità nell’analizzare l’offerta di Kkr su Tim: «La protezione dell’occupazione, la protezione della tecnologia, che è di grandissimo valore all’interno del gruppo Tim sotto i nomi di varie società e va tutelata e, terzo, la protezione della rete, dell’infrastruttura». Essendo Telecom una società strategica per lo Stato, l’esecutivo potrebbe esercitare il Golden Power, bloccando l’avanzata del fondo americano, nel caso in cui la ritenesse non consona alle indicazioni menzionate.

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Al tempo stesso va considerato che l’offerta di Kkr per adesso non è vincolante. Il che significa che in qualsiasi momento il fondo potrebbe fare marcia indietro e ritirare la proposta. Per altro lo stesso Kkr ha posto come condizioni che il cda di Telecom dia il proprio assenso, così come le autorità. E ha inoltre richiesto una due diligence confirmatoria di un mese. Nel frattempo il cda che si è tenuto domenica scorsa ha soltanto preso atto della proposta senza sbilanciarsi a dare un giudizio. Venerdì 26 novembre il board si riunirà ancora, su richiesta di 11 consiglieri che più che parlare dell’offerta di Kkr, potrebbero mettere all’angolo l’ad, Luigi Gubitosi, per i deludenti risultati registrati dalla società.

Intanto a mettere ulteriore carne al fuoco questa mattina sono anche le notizie riferite dal sito Dagospia, secondo le quali Draghi avrebbe fatto sapere ai propri ministri di essere favorevole allo «spin off» di Tim, vale a dire lo scorporo dei servizi commerciali (ServiceCo) e della Rete (NetCo), con lo Stato che punta al controllo delle infrastrutture strategiche. «Se con Vivendi non si trova un accordo sul piano industriale dello “spin off” (difesa dell’occupazione e sviluppo della rete), oltre alla Golden Power da parte del Governo, nulla vieta che Poste Italiane possa entrare nella partita Tim e schierarsi con Cassa depositi e prestiti», avrebbe fatto sapere il premier, preannunciando che l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, ha già dato al governo la sua disponibilità.

Gli analisti di Equita continuano a raccomandare cautela sulle Telecom, lasciando per altro il target di prezzo invariato rispetto a quello precedente le notizie dell’opa Kkr, esattamente a 0,32 euro per azione. Gli esperti ritengono che sia molto probabile che nel cda non avverrà nessun ribaltone ai vertici della compagnia, data la delicatezza del momento, anche nel caso in cui si prospettasse il rischio di un nuovo profit warning, per gli scarsi risultati che sta registrando il gruppo, soprattutto sul fronte del contratto con DaZn. Quanto all’offerta del fondo Usa, gli esperti della sim sottolineano che «in un'intervista il ceo di Wind apre al progetto rete unica purché wholesale only». In pratica, hanno commentato gli analisti, «il piano Kkr, oltre al supporto del Governo, vedrebbe meno ostilità da parte dei concorrenti di Tim». Ad ogni modo occorrerà attendere la posizione del board di Tim e quella delle autorità europee.

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