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Tim risale dai minimi, cresce l'attesa per l'offerta Cdp sulla rete dopo le urne

Trattativa su debito da destinare a NetCo. Il nodo dei tempi: la scadenza per la non binding offer sarebbe il 24 settembre secondo il MoU originario

di Enrico Miele

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Respira il titolo di Telecom Italia che guadagna oltre un punto, dopo aver toccato a inizio settimana il suo minimo storico a 0,1763 euro e aver trascorso il resto dell’ottava in altalena. A sostenere il titolo le indiscrezioni, pubblicate sul Sole 24 Ore, sugli advisor al lavoro per valutare gli impatti dell’attuale scenario dei tassi sul leverage sostenibile dalla rete unica. Secondo il quotidiano, infatti, come sintetizzano gli analisti di Equita, «la scadenza per la non binding offer sarebbe il 24 settembre secondo l’MoU originario, ossia 45 giorni dopo la condivisione completa della documentazione. Il messaggio, quindi, è che da lunedì in poi dovrebbe essere attesa l’offerta di Cdp-Open Fiber su NetCo».

In ogni caso, i tempi per la binding «dovrebbero comunque slittare rispetto alla scadenza prevista dall’MoU (31 ottobre) perché sarà necessario avere un governo pienamente operativo. Lo slittamento – aggiungono gli analisti – ci sembra scontato visti i tempi più lunghi rispetto quanto inizialmente preventivato e per i tempi tecnici di due diligence dopo la presentazione della non binding». Non solo, Tim e Open Fiber «stanno lavorando sul fronte Antitrust, passaggio non facile né scontato».

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Il nodo è sempre il futuro del gruppo, visto che scenari alternativi, come la rete unica sotto il controllo di Tim o un'opa di Cdp sull’azienda «sono difficili da praticare». Altro dato-chiave è quello del debito da “caricare” sul progetto di matrimonio delle diverse reti in fibra ottica: «Il debito collocabile oggi sulla rete unica potrebbe essere inferiore ai 6,5-7,0x precedentemente ipotizzati, causa scenario sui tassi, e collocarsi più intorno a 5-5,5x». Da questo punto di vista, «il minor leverage complessivo implicherebbe un minor debito allocabile su NetCo da Tim e spingere verso la parte bassa o addirittura sotto il range valutativo di 15-18 miliardi» riportato da alcune indiscrezioni nei giorni scorsi. «Il punto del leverage sostenibile – chiosano da Equita – è senz’altro un tema di attenzione, ma ci sembra anche un tema negoziale tra le parti».

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