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Tim sotto i riflettori a Milano tra sgravi allo studio e Cda su piano

Secondo indiscrezioni sarà un piano in continuità con la conferma della separazione delle attività annunciata nell'estate. Il titolo ha toccato nuovamente i massimi da luglio

di Andrea Fontana

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le azioni Telecom Italia viaggiano a corrente alternata, dopo avere rivisto i massimi dallo scorso luglio a quota 26 centesimi per azione (+20% da inizio anno) nel giorno della riunione del consiglio di amministrazione, la prima dopo le dimissioni di Arnaud de Puyfontaine (ceo di Vivendi, primo azionista di Telecom), ma l'appeal sul titolo arriva sia dall'attesa di una svolta sul riassetto sia dagli incentivi fiscali allo studio da parte del governo italiano. Il cda odierno avvierà l'esame dell'aggiornamento del piano industriale che dovrà essere deliberato a metà febbraio: secondo La Repubblica sarà un piano in continuità con la conferma della separazione delle attività annunciata nell'estate scorsa e resta la volontà del ceo Pietro Labriola di non cedere il business brasiliano per migliorare la situazione finanziaria e fare investimenti.

In attesa di capire se l'uscita del manager francese dall'azionariato farà accelerare le trattative con il Governo e Cdp sulla rete, le indiscrezioni confermano che l'ipotesi principale per il riassetto è una offerta di Cassa depositi e prestiti, affiancata da fondi di investimento, per gli asset infrastrutturali. L'altro focus da parte degli analisti è l'introduzione di un pacchetto di misure fiscali a favore del settore telefonico che, come confermato dal ministro delle Imprese Adolfo Urso, è allo studio da parte del governo: il pacchetto comprende una riduzione dell'Iva dal 22% al 10%, incentivi per lo switch-off del rame e la migrazione alla fibra, un alleggerimento dei limiti elettromagnetici e anche la possibile inclusione del settore tlc tra le società energivore per le quali verranno previsti sgravi attraverso il credito di imposta.

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«Se approvato il pacchetto di incentivi del governo è positivo per tutto il settore delle telecom» sottolinea Banca Imi. «Alcune delle misure citate dovrebbero contribuire a colmare il gap valutativo tra le attese di Vivendi e quelle di Cdp che rappresenta oggi il principale scoglio per l’acquisizione diretta di NetCo da parte di Cdp e fondi», osserva Intermonte ricordando che «il solo aumento delle tariffe wholesale, tra le proposte allo studio di Agcom per il 2023 per incentivare lo switch off da rame a fibra, potrebbe tradursi in ebitda addizionale per la Netco di Tim per circa 100 milioni all'anno». Per Equita l'inserimento di Tim tra le aziende che hanno diritto a un extra credito fiscale del 10% sui costi dell'energia consentire al gruppo un risparmio dell'1% dell'ebitda domestico nel caso in cui la misura fosse estesa all'intero anno.

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