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Tim sottotono nel giorno del cda chiesto da Vivendi

Il gruppo francese è primo azionista di quello italiano e i suoi consiglieri hanno espresso disappunto sulle prospettive

di Flavia Carletti

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Tim sottotono nel giorno del cda straordinario convocato su richiesta dei soci francesi di Vivendi e da consiglieri indipendenti. I titoli del gruppo di Tlc sono in calo (Telecom Italia) con un minimo toccato a 0,3288, quando il FTSE MIB si muove sulla parità. Dopo la pubblicazione dei conti, che hanno evidenziato un peggioramento delle prospettive, Vivendi (che detiene un pacchetto di maggioranza relativa del 23,9%, ma non controlla il board) ha chiesto la convocazione di un cda straordinario per discutere della riorganizzazione societaria prospettata dall'amministratore delegato Luigi Gubitosi.

Titolo già sotto i riflettori su rumors FiberCop

In questo quadro di disappunto per i risultati espresso da una parte dei consiglieri, su Tim nelle scorse settimane si sono rincorse indiscrezioni di stampa riguardo il futuro di FiberCop, la società della rete secondaria da convertire alla fibra. Secondo quanto riportato dai media, il fondo Kkr, già socio di FiberCop, potrebbe voler alzare la sua quota. Tim ha risposto a queste voci indicando di non voler ridurre la sua partecipazione ma sul mercato si erano riaccese speculazioni anche legate a un possibile ritorno del progetto di rete unica con Open Fiber, l'altra rete di fibra ottica in Italia, che oggi ha ricevuto il via libera ufficiale da parte dell'Antitrust Ue - senza condizioni - all'operazione che ha portato all'uscita del capitale di Enel - che aveva il 50% - in favore del fondo Macquarie (che prende il 40%) e Cdp (che sale al 60% dal 50%).

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Confronto su strategie non su rete unica

Di fronte a questa situazione, per il Sole 24 Ore, appare improbabile che i temi legati alla rete unica e a FiberCop possano essere trattati «in termini concreti». Il consiglio di amministrazione di oggi, dal quale non è prevista alcuna delibera, dovrebbe concentrarsi a un «confronto sulle strategie» del gruppo viste le divergenze emerse tra Gubitosi e il primo azionista.

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