ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’analisi

Timidi segnali di ripresa nel mercato italiano

di Gian Primo Quagliano

(Adobe Stock)

2' di lettura

Forse la discesa agli inferi del mercato dell’auto volge al termine. Nei primi sette mesi del 2022 le immatricolazioni di autovetture in Italia erano state 793.856. con un calo del 20,3% sullo stesso periodo del 2021 e del 35,8% sullo stesso periodo del 2019, cioè dell’anno precedente il morbo che ha sconvolto l’economia, la nostra vita ed anche il mercato dell’auto tornato, nella prima parte di questo 2022, ai livelli degli anni ’60 del secolo scorso. Il segnale di una possibile inversione di tendenza è stata la crescita delle immatricolazioni del 9,9% in agosto, seguita da altre tre crescite nei tre mesi successivi. A fine ottobre il calo sul 2021 si è ridotto all’11,6% contro il - 20,3% da gennaio a luglio. La causa di questa favorevole evoluzione delle vendite di auto nella seconda metà del 2022 è l’attenuarsi delle difficoltà di approvvigionamento di chip che aveva determinato la crisi dell’offerta in aggiunta a quella della domanda innescata dalla pandemia. Il raggio di sole che ha forato la cappa di nubi che incombe sull’automotive ha riacceso le speranze degli operatori del settore, ma restano questioni da risolvere legate alla crisi della domanda perché, anche con l’arrivo dei chip, le immatricolazioni a fine anno accuseranno un calo superiore al 30% rispetto al 2019 con tutto quello che ne consegue per l’economia del Paese. L’impatto economico è però soltanto un aspetto della persistente crisi dell’auto. Ce n’è anche un altro e non meno importante ed è il fatto che gli italiani, che non hanno i mezzi per cambiare le loro auto, non decidano certo di andare a piedi ,come alcuni vorrebbero, e ciò per la semplice ragione che, data anche la situazione del trasporto pubblico, non possono permetterselo per ragioni di lavoro e di vivere civile. E così, come le statistiche dimostrano, nella crisi in atto gli italiani stanno mantenendo in esercizio le loro vecchie auto anche quando sarebbero già da tempo da demolire, con evidenti conseguenze per l’ambiente, per la sicurezza della circolazione e della qualità della vita.

Per questo necessario che il nuovo governo vari una campagna di incentivi alla rottamazione veramente efficace (senza pregiudiziali ideologiche) il che vuol dire privilegiare la transizione all’elettrico, ma non dimenticare che anche la sostituzione di una vecchia carretta con un’auto nuova ad alimentazione tradizionale ma con emissioni contenute, fa molto bene all’ambiente e alla sicurezza.

Loading...
Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti