salute

Timori per il virus polmonare cinese: i casi potrebbero già essere 1.700

Le autorità di Wuhan non escludono la possibilità di un contagio da uomo a uomo e dichiarano diciassette nuovi infettati

Cina, misteriosa polmonite: torna il terrore Sars

Le autorità di Wuhan non escludono la possibilità di un contagio da uomo a uomo e dichiarano diciassette nuovi infettati


2' di lettura

Aumenta la preoccupazione per l’ondata di polmonite in Cina causata da un nuovo ceppo di coranavirus. Le autorità di Pechino hanno riportato 17 ulteriori c0ntagi alimentando il timore che la malattia possa diffondersi a causa delle festività del Capodanno che vedranno centinaia di milioni di persone in viaggio all’interno del Paese e all’estero. Tre dei pazienti segnalati sono malati gravemente secondo quanto detto dalla commissione comunale di Wuhan, la città della Cina centrale dove si sono verificati tutti i casi.

Finora 62 casi ufficiali ma il conto potrebbe salire a 1.700
Il numero dei pazienti infettati, secondo le statistiche diffuse dalle autorità cinesi, è così salito a 62 e due di essi sono morti ma uno studio pubblicato dal Centre for Global Infectious Disease Analysis dell’Imperial College di Londra stima uno scenario di 1.723 casi al 12 di gennaio. Gli esperti si basano sui tre casi “esportati” dal Paese (in Tailandia e Giappone) e sul bacino di utenza dell’aeroporto internazionale di Wuhan (19 milioni di persone) e si chiedono se siano state sottovalutate altre rotte .

La stessa famiglia della Sars ma meno pericoloso
Il nuovo ceppo di coronavirus appartiene alla stessa ampia famiglia che include la Sars (Severe acute respiratory syndrome) che tra il 2002 e il 2003 uccise quasi 800 persone. Secondo gli esperti il virus attuale è meno pericoloso e i sintomi spesso più leggeri, circostanza che potrebbe essere all’origine della sottovalutazione dei numeri.

Trasmissione da uomo a uomo
Finora il virus è stato trasmesso dagli animali ma domenica Li Gang, direttore del Centro per il controllo delle malattie di Wuhan, ha detto che le informazioni disponibili non escludono la possibilità di un limitato contagio da uomo a uomo. In seguito agli avvertimenti dell’Organizzazione mondiale della sanità le autorità aeroportuali degli Stati Uniti (New York, Los Angeles e San Francisco) e di molti Paesi asiatici (Giappone, Tailandia, Malesia, Corea del Sud, Singapore) hanno introdotto screening dei passeggeri in arrivo da Wuhan.  

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