REDDITO FISSO

Timori di inflazione, il rendimento sui Treasury sfiora il 3%


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Il segretario americano al Tesoro Steve Mnuchin (Afp)

2' di lettura

Dopo avere archiviato la seduta di venerdì scorso ai massimi del gennaio 2014, il rendimento del Treasury a 10 anni oggi ha continuato a salire sfiorando la soglia psicologica del 3 per cento, il livello più alto dal gennaio 2014. Se dovesse toccarla, sarebbe la prima volta da oltre quattro anni. Il balzo del rendimento è la dimostrazione di come tra gli investitori stia montando il timore per un balzo dell'inflazione, cosa che potrebbe costringere la Federal Reserve ad alzare i tassi più rapidamente del previsto.

Quel timore è alimentato dalla corsa recente dei prezzi del petrolio e dei metalli dovuta a tensioni geopolitiche e commerciali. Siccome l'inflazione erode il valore di bond sovrani in circolazione, gli investitori preferiscono alleggerire le loro posizioni. Stando ai future sui Fed Funds, gli investitori calcolano il 46% circa di probabilità di tre o più strette monetarie nel corso del 2018; la Fed ne ha previste tre nella sua riunione di marzo. Il decennale Usa vede i rendimenti - che si muovo inversamente ai prezzi - salire al 2,97% dal 2,949% di venerdi' scorso ma oggi erano arrivati al 2,99%. Marzo era finito al 2,741% (minimi di fine gennaio) contro il 2,870% di fine febbraio. Il 2017 era terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in rialzo all'1,812%.

Questo l'andamento delle altre scadenze: Titolo a 2 anni, rendimenti in aumento al 2,466%; titoli a 5 anni, rendimenti in salita al 2,809%; titoli a 30 anni, rendimenti in crescita al 3,149%.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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