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Timvision: Josi, «abbonati +20% nel I trimestre, a settembre in arrivo nuove offerte dedicate»

L'intervista al direttore Brand strategy, media & multimedia entertainment del gruppo di telecomunicazioni: «Siamo tra i primi player del mercato, dopo Netflix e Amazon»

di Simona Rossitto

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Luca Josi è direttore Brand strategy, Media & Multimedia entairtainment di Tim

L'intervista al direttore Brand strategy, media & multimedia entertainment del gruppo di telecomunicazioni: «Siamo tra i primi player del mercato, dopo Netflix e Amazon»


4' di lettura

Una crescita degli abbonati di Timvision del 20% nel primo trimestre, in piena pandemia, con attese di mantenere il trend anche nel secondo. Sono i risultati di Timvision, come racconta nell'intervista a DigitEconomy.24 (report di Radiocor e Luiss Business School) Luca Josi, responsabile brand strategy, media & multimedia entertainment di Tim, nel giorno del lancio del nuovo spot pubblicitario da lui creato che racconta la storia e la mission del gruppo.
Timvision si conferma quindi terza, come risulta da un’indagine Omdia, tra gli over the top che trasmettono in streaming, dopo i giganti Netflix e Amazon Prime Video, prima di Now Tv e Vodafone Tv. Tra i nuovi progetti, continua Josi, un nuovo accordo in arrivo, un’offerta tematica dedicata e la valutazione sulla partecipazione all’asta per i diritti del calcio: «Nel mondo del calcio siamo presenti con una sponsorizzazione ventennale e per definizione guardiamo a tutto quello che succede, anche alle aste. E’ un settore in fortissima evoluzione, dobbiamo capire prima da che parte si sta andando. Ci sono tante variabili aperte, a partire da quello che succederà nei prossimi mesi».

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Quali numeri di attivazione avete registrato nel corso della pandemia? Nel post lockdown il trend è rimasto uguale?

Il momento è stato particolare e ha sicuramente determinato un’ulteriore spinta al trend già in crescita degli abbonati: nel primo trimestre abbiamo registrato una crescita di oltre 20% e contiamo che possa proseguire anche nel secondo. A prescindere da questo però ci tengo a precisare che il lavoro fatto fino ad oggi ci ha permesso di consolidare la nostra posizione tra i primi tre player del mercato in Italia, ovvero al fianco di giganti come Netflix e Amazon Prime Video. Se la crisi fosse avvenuta 20 anni o 30 anni fa, in assenza dei mezzi tecnologici, questa tragedia sarebbe stata ancora più ampia. Solo un lustro fa ci sarebbero state meno presenza e penetrazione dei servizi che hanno aiutato a gestire l’emergenza e alleviato il periodo del lockdown come, ad esempio, poter fruire di un mondo infinito di contenuti. In un momento di grande complessità abbiamo consolidato due risultati: la tenuta della nostra rete e la crescita dei nostri servizi, anche della piattaforma, garantiti in un momento emergenziale dal nostro gruppo. Riguardo al futuro, la pandemia ha cambiato di molto la predisposizione delle persone; ci sono macro-eventi imprevedibili nell’evoluzione della sociologia del consumo che invitano a confrontarsi con nuovi sistemi di offerta, di contenuti, o semplicemente di fruizione digitale.

Temete la concorrenza di Sky che è sbarcata recentemente nel mercato della banda ultralarga con la sua ampia offerta di contenuti?

Siamo abituati a muoverci in un mercato competitivo e siamo totalmente consapevoli della forza della nostra capacità di offerta e della nostra struttura. Per cui tutto ciò che contribuisce a essere di stimolo per aumentare la propria serotonina, intesa come voglia di essere ancora più competitivi, la prendiamo con la serenità dello sportivo.

Che novità presenterete per la prossima stagione? Nuovi progetti in cantiere per settembre?

Su Timvision stiamo costruendo offerte verticali dedicate a grandi comunità di passioni e di interessi che vanno dal mondo della scuola alla moda, agli animali, all’impresa, alla musica. A settembre saranno presentate le prime quattro aree, con l’obiettivo di arrivare a nove quanto prima. Partiremo con le comunità legate alla scuola dell’obbligo, agli animali, al mondo della musica e a quello delle piccole imprese. Abbiamo trovato un modo molto originale di declinare questi contenuti, è un progetto che abbiamo pensato alla fine dello scorso anno e lo abbiamo sviluppato nel mezzo alla pandemia, adesso lo stiamo portando a termine. Questo è un esempio di come la combinazione delle strutture possa lavorare assieme. Chi coordina questa tipologia di prodotto sarà, infatti, la stessa struttura che coordina le campagne del mondo Tim, che stanno per riaprirsi con un nuovo ciclo che esploderà a settembre.

Di recente è diventato operativo l’accordo con Disney+. Siete soddisfatti della collaborazione? Che risultati avete ottenuto?

Siamo estremamente soddisfatti, la performance italiana di Disney+ è tra le più brillanti. Noi abbiamo avuto, oltre a un significativo ritorno di utenti, anche un importante risultato in termini di efficacia della campagna pubblicitaria. D’altronde in Italia, visto il rapporto consolidato da anni con Disney, abbiamo potuto usufruire di un’unicità, ovvero della caratterizzazione della campagna nel nostro territorio che ci è stata concessa da un mondo molto organizzato come quello del nostro partner.

Dopo gli accordi con Netflix e Disney avete in progetto altre partnership di rilievo?

Stiamo lavorando ad un progetto molto interessante che racconteremo nelle prossime settimane. In realtà siamo già molto soddisfatti del portafoglio contenuti che stiamo proponendo con Timvision. Un’offerta davvero unica che abbiamo studiato e messo a punto grazie al ruolo chiave di Carlo Nardello, chief strategy, customer experience & transformation officer di Tim, assieme ad Andrea Fabiano, responsabile della piattaforma, anche loro come me con una lunga formazione televisiva. E siamo riusciti ad arrivare ad un’offerta che è davvero unica.

Tim ha di recente incorporato Timvision per unificare la produzione dei contenuti. Quali vantaggi o sinergie aspettate da questa operazione?

Quando si è aperta nel gruppo la sfida su un’ulteriore crescita nei contenuti, la visione dell’amministratore delegato, Luigi Gubitosi, è stata quella di portare anche l’area di Timvision nella divisione di cui sono responsabile. Nonostante ottime partnership con le agenzie che ci supportano, siamo molto autonomi per quanto riguarda la creatività di tutta la direzione commerciale, abbiamo pensato che condensare nella stessa struttura tutte le dimensioni potesse essere una buona idea. Ci siamo quindi mossi in questa direzione.

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