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Tinexta scommette sull’Europa L’obiettivo è il 25% dei ricavi esteri

di Vittorio Carlini


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5' di lettura

Aumentare, anche grazie alle acquisizioni, i ricavi generati all’estero. L’obiettivo, nel medio-lungo periodo, è arrivare a realizzare circa il 25% del fatturato oltreconfine. Poi: accelerare l’incremento del business nelle aree del Digital Trust e dell’ Innovation & Marketing services. Sono tra i focus di Tinexta, ex Tecnoinvestimenti, a sostegno della sua attività.

Si tratta di priorità che, per essere meglio comprese, richiedono dapprima di ricordare l’oggetto sociale del gruppo. La società, che nel primo semestre del 2019 ha visto ricavi e redditività salire,divide il business in tre settori. Il primo è il Digital trust. Appannaggio di esso sono, da un lato, le soluzioni informatiche dovute agli obblighi di legge (dalla firma digitale alla posta elettronica certificata); dall’altro quelle legate al mondo dell’impresa e degli istituti di credito (ad esempio, l’identificazione digitale nelle transazioni online). Il secondo è il Credit information & Management: servizi diversificati, dal monitoraggio del rischio di credito fino alle valutazioni immobiliari dell’eventuale collaterale di prestito. Infine, il terzo è l’Innovation & Marketing services”. Vale a dire: il supporto alle Pmi nell’ambito dell’R&D e nello sviluppo di attività commerciali (soprattutto all’estero). Ebbene, al 30 giugno scorso l’incidenza delle tre aree sul fatturato era la seguente: il Digital trust pesa per il 40,7%; il Credit information & Management e l’Innovation & Marketing services, invece, generano rispettivamente il 29,9 e 29,4% dei ricavi.

Si tratta di una fotografia che, fermo restando l’obietto di crescere in tutti settori, nel medio periodo resta tale? Tinexta, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha incontrato i vertici, risponde negativamente. Il Digital Trust e l’Innovation & Marketig services sono destinati ad aumentare il loro peso sul giro d’affari. Un risultato che consegue, afferma sempre Tinexta, ad una volontà strategica precisa. L’obiettivo è accelerare nei business a maggiore marginalità e dove sono più alte le potenzialità d’espansione. Anche attraverso l’M&A.

Segmenti di business

Ciò detto, quali sono le priorità commerciali e industriali del gruppo in ciascuna delle tre aree considerate? Partiamo dal Digital trust. Qui Tinexta prosegue, tra le altre cose, nello sfruttare le soluzioni del riconoscimento dell’identità online (ad esempio per l’acquisizione di nuovi clienti da parte delle banche). Si punta anche all’espansione nel comparto assicurativo e del credito al consumo. Oltre, poi, ad ampliare i servizi offerti (ad esempio con la geolocalizzazione).

Ma non è solamente questione di sviluppo tecnologico e crescita organica. Il Digital trust è il fronte principale attraverso cui Tinexta vuole concretizzare la sua internazionalizzazione. L’obiettivo è diventare un importante soggetto europeo nella certificazione digitale. E questo grazie anche, e soprattutto, allo shopping di società (certification authority). In tal senso può ricordarsi, da una parte, l’acquisizione della spagnola Camerfirma, la cui integrazione – dice Tinexta – prosegue al meglio; dall’altra la jv con la lussemburghese LuxTrust. La prima operazione ha consentito l’espansione in Spagna (oltre alla creazione di una piccola presenza in Sudamerica). La seconda, invece, è volta a crescere nel Gran Ducato e porre le basi per lo sviluppo in Belgio, Olanda e Francia (proprio nel Paese transalpino una nuova filiale targata LuxTrust è già operativa).

Oltre a ciò, nuovi mercati sono nel radar? La risposta è positiva. Si guarda a quelli di lingua tedesca. Cioè: Austria o Germania. Tinexta, presumibilmente sempre con operazioni straordinarie, punta nel 2020 a sbarcare in uno dei due Paesi (in Germania ha già una presenza indiretta grazie ad un’intesa commerciale con Verimi). Poi, anche in funzione delle opportunità che si concretizzano, la rotta è verso il Nord Europa. In particolare sulla Scandinavia.

Insomma: il Digital trust e l’M&A (l’espansione organica non è esclusa ma implica tempistiche troppo lunghe) rappresentano le chiavi principali con cui crescere oltreconfine. Un programma, dice il gruppo, che nel medio-lungo periodo prevede l’obiettivo del 25% dei ricavi generati all’estero (attualmente intorno al 5%).

Innovation & Marketing

Ovviamente una mano nel perseguire il target dovrà, e potrà, arrivare dallo stesso Innovation & Marketing services. L’internazionalizzazione, in particolare in Spagna e in Francia, è un atout anche di quest’area di business. Un’attività che peraltro, da inizio 2020, potrà sfruttare l’unificazione della piattaforma informativa e di marketing a sostegno delle vendite dell’intero gruppo. Il progetto, oltre ad agevolare il cross selling, consentirà lo scambio di “news” che, nell’intenzione di Tinexta, potrà sostenere l’incremento della clientela.

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. L’Italia è in stagnazione e il resto dell’Europa ha rallentato la crescita. Tanto che si parla di rischio-recessione per il Vecchio Continente. In un simile contesto può ipotizzarsi che la domanda di servizi quali quelli di Tinexta diminuisca. Il che costituirebbe un problema allo sviluppo. Il gruppo rigetta il dubbio. La sua attività, indica l’azienda, è indipendente dal ciclo economico. Il Digital Trust ad esempio, viene spiegato, rientra nella più ampia digitalizzazione della filiera produttiva. Una trasformazione che nelle banche e non solo, consentendo la riduzione degli oneri operativi, viene addirittura accelerata in momenti di difficoltà economica. Ciò detto, tuttavia, può ulteriormente obiettarsi che la richiesta di soluzioni da parte delle Pmi nell’ Innovation & Marketing services soffre durante le crisi. Non è così, ribatte Tinexta. Anzi! Quando l’economia è in forte crescita la domanda di consulenza e servizi risulta meno forte. Al contrario proprio nei momenti di congiuntura debole le imprese, peraltro costrette a guardare all’estero, hanno bisogno e richiedono maggiore aiuto. Infine, aggiunge il gruppo, il business aziendale è ancora piuttosto piccolo rispetto ai mercati di riferimento. Quindi c’è spazio per crescere.

Servizi sui crediti

Già, crescere. Analogamente alle aree già analizzate lo stesso Credit information & Management, nel primo semestre del 2019, è stato contraddistinto da ricavi e redditività in aumento. Sennonché, a guardare meglio tra le righe del conto economico, ci si accorge che il fatturato organico (cioè senza considerare le acquisizioni) è diminuito. Si tratta di un contesto in cui la concorrenza di settore è un fattore che pare frenare lo sviluppo dell’unità di business. Il che preoccupa. L’azienda, a fronte di questa dinamica, professa tranquillità. È una componente, viene affermato, dell’attuale mercato di riferimento. Un settore dove la pressione ribassista dei prezzi, anche nell’eventualità di volumi in crescita, implica il rischio di ricavi in discesa. Al di là di questo, aggiunge Tinexta, da un lato l’attività mirata di acquisizioni bolt-on permette al gruppo di crescere comunque; dall’altro l’efficienza operativa consente il miglioramento della redditività. Tanto che l’Ebitda organico, sempre nel primo semestre del 2019, è cresciuto del 6,9%. Di conseguenza Tinexta non vede particolari problemi sul tema in oggetto.

Dal conto economico allo stato patrimoniale. Qui, tra le altre cose, è da rilevare che al 30/6/2019 il debito netto si è assestato a 140,2 milioni, in aumento del 12,2% rispetto alla fine del 2018. Un problema? Il gruppo risponde negativamente. In primis, spiega, perché l’incremento è essenzialmente ascrivibile all’impatto meramente contabile dell’Ifrs 16. E poi perché il rapporto tra debito netto ed Ebitda è inferiore a 2 volte: un livello, conclude la società, di assoluta tranquillità.

A fronte di un simile contesto quali allora le prospettive sul 2019? Tinexta conferma, senza considerare l’impatto dell’Ifrs16, le stime di ricavi superiori a 250 milioni e l’Ebitda tra 68 e 70 milioni. L’indebitamento netto dal canto suo – senza contabilizzare eventuali acquisizioni – è previsto in calo rispetto alla fine del primo semestre.

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