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Tir italiani fermi al Brennero, l’Austria avvia i nuovi blocchi

Scattano domani gli stop a carta, cemento, cereali, petroliferi, tubi e altre merci. Il provvedimento del Tirolo mette a rischio una quota importante dell’export

di Marco Morino


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4' di lettura

Anno nuovo, divieti nuovi. Dal 1° gennaio 2020, come annunciato a più riprese nei mesi scorsi l’Austria, per la precisione il Land Tirolo, introdurrà una serie di ulteriori limitazioni e sbarramenti al traffico pesante (Tir) in transito sul suo territorio. I divieti colpiscono sia i Tir in uscita dall’Italia, sia quelli in ingresso nel nostro Paese al valico alpino del Brennero. In particolare il Land Tirolo inasprisce il divieto settoriale, che verrà esteso ad altre tipologie di merci in aggiunta a quelle già vietate al transito. La nuova limitazione rischia di produrre effetti molto negativi sull’interscambio delle merci con origine/destino in Italia.

Dal divieto settoriale sono esentati i veicoli con propulsione elettrica o a idrogeno e i veicoli euro 6, ma solo se immatricolati dopo il 31 agosto 2018.

Le categorie merceologiche colpite sono le seguenti: carta e cartone; prodotti a base d’oli minerali fluidi; cemento, calce e gesso; tubi e profilati cavi; cereali. Tali merci vanno ad aggiungersi a quelle per le quali è già vigente il divieto settoriale, tra cui: rifiuti; pietre, terre, materiali di risulta/detriti; legname in tronchi, sughero; minerali ferrosi e non ferrosi; marmo e travertino; piastrelle in ceramica. Si calcola che, in media, ogni anno i Tir in transito al valico del Brennero siano 2,4 milioni (oltre a 12 milioni di auto).

Il divieto settoriale vige sul tratto dell’autostrada Inntal A12 compreso tra Langkampfen e Ampass, in entrambe le direzioni di marcia.

Export a rischio
Il provvedimento del Land tirolese mette a rischio una quota importante delle nostre esportazioni. L’interscambio commerciale tra l’Italia e i Paesi del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, di cui l’asse del Brennero è un segmento fondamentale, supera i 200 miliardi di euro l’anno. Queste merci, nel 93% dei casi, vengono trasportate su strada, passando, appunto, per il valico alpino. Anita, l’associazione di Confindustria presieduta da Thomas Baumgartner che rappresenta le maggiori imprese di autotrasporto merci e logistica, chiede un intervento urgente per scongiurare lo sbarramento dell’export verso i mercati del Nord Europa di molti prodotti del made in Italy.

E la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli ha accolto l’appello, con l’impegno di prendersi cura del problema per risolverlo definitivamente. A inizio dicembre la ministra ha incontrato a Bruxelles la nuova commissaria Ue ai Trasporti, la rumena Adina Valean, alla quale ha chiesto ufficialmente di vigilare affinché uno stato membro non infranga unilaterlamente le regole comuni sulla concorrenza e sulla libera circolazione delle merci.

Divieti in serie
L’inasprimento del divieto settoriale si aggiunge al divieto di transito notturno con l’applicazione di un pedaggio autostradale triplicato, al divieto di circolazione nei sabati e ai vari sistemi di dosaggio. «L’Italia non può permettersi – spiega Baumgartner – di continuare a subire dal Tirolo la lunga serie di misure protezionistiche che impediscono il libero scambio su questo asse vitale». «Le decisioni unilaterali sono dannose. È necessario un intervento da parte della Commissione europea» incalza Daniel Alfreider, assessore alla Mobilità della Provincia di Bolzano.

Secondo Anita si tratta oltretutto di misure inefficaci a spingere verso il trasferimento delle merci su ferrovia, che aumentano l’intasamento autostradale nelle ore diurne e le emissioni nocive per l’ambiente e che inoltre sono protezionistiche, in quanto escludono da tutti i divieti i traffici da/per il Tirolo. Per l’associazione la strada da intraprendere non è dunque quella dei divieti, ma quella dell’innovazione tecnologica: «Non comprendiamo come mai l’Austria non voglia affrontare con razionalità il tema ambientale – sottolinea il presidente dell’Anita – escludendo i mezzi di nuova generazione (i veicoli Gnl, quelli elettrici e gli H2, ndr) da qualsiasi divieto, anche da quello di pedaggio notturno. Questa sì che sarebbe una misura positiva per l’ambiente e per la decongestione dell’autostrada, oltre a essere un ulteriore stimolo per noi operatori a investire in mezzi di nuova generazione, sempre più sostenibili».

L’impatto pro ambiente dei moderni veicoli euro 6, spiega l’Anita, è dimostrato dalla notevole riduzione delle emissioni nocive, come provano le misurazioni nella Valle dell’Inn in Tirolo, dove la concentrazione di NOx (ossidi di azoto) dal 1992 – anno in cui sono iniziate le rilevazioni – è in continua discesa, nonostante l’aumento del traffico: «Con i nuovi veicoli Gnl (gas liquefatto naturale) le emissioni nocive si ridurranno ulteriormente e il rumore del motore si dimezzerà». Da qui le richieste di Anita di rafforzare gli incentivi per favorire l’ammodernamento del parco circolante e le innovazioni tecnologiche dei veicoli alimentati con carburanti alternativi.

Le richieste delle imprese
Le imprese dell’autotrasporto merci chiedono nell’immediato e come possibile alternativa «a un danno economico che è certo», che i veicoli euro 6 immatricolati dopo il 31 agosto 2018, i veicoli Gnl, quelli elettrici e gli H2 (camion a idrogeno) siano esonerati sia dal divieto settoriale sia dal divieto notturno e possano transitare di notte senza corrispondere l’oneroso pedaggio notturno sul tratto Innsbruck-Brennero e siano esentati anche da tutti i divieti, come quelli del sabato mattina. Ciò consentirebbe di diluire il traffico stradale sull’arco delle 24 ore, «con un impatto ambientale del tutto sostenibile».

«In caso contrario – afferma Baumgartner – non resta altra soluzione per il nostro Paese e anche per la Germania che puntare su una procedura di infrazione, mediante il deferimento dell’Austria alla Corte di Giustizia Ue, con richiesta di sospensiva dei provvedimenti di limitazione al transito stradale».

Tra l’altro Rfi (Rete ferroviaria italiana) non dispone di tracce sufficienti per poter aumentare il trasporto ferroviario necessario ad assorbire tutta la merce che non potrà più transitare su strada a causa del divieto settoriale. E così il divieto settoriale costringerà alcune merci che non possono transitare su strada al Brennero a utilizzare obbligatoriamente la Rola (autostrada viaggiante) delle ferrovie austriache con la modalità del trasporto combinato accompagnato, «modalità meno efficiente e più costosa rispetto al trasporto combinato non accompagnato» sottolinea Baumgartner.

Per approfondire:
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