Formazione

Tirocini in tribunale: entro il 5 giugno le richieste per le borse di studio

Nel 2018 e nel 2019 sono state accolte dagli Uffici giudiziari oltre 3mila domande l’anno

di Valentina Maglione

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

C’è tempo fino al prossimo 5 giugno per presentare la domanda di borsa di studio al ministero della Giustizia da parte di chi ha svolto nel corso del 2020 un tirocinio in un ufficio giudiziario. Sulla base delle domande ricevute sarà predisposta entro la metà di luglio una graduatoria e le borse di studio - di 400 euro al mese - saranno pagate in un’unica soluzione.

Si sta così per chiudere il cerchio dell'esperienza 2020 dei tirocini formativi presso gli uffici giudiziari. Una possibilità tenuta a battesimo dall’articolo 73 del decreto legge 69/2013 e che, negli ultimi anni, ha contato oltre 3mila borsisti all’anno, con un progressivo aumento dei fondi disponibili e, quindi, una riduzione dei tirocinanti esclusi dal beneficio.

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I tirocini

Gli stage formativi consistono in un periodo di formazione teorico-pratica di 18 mesi presso gli uffici giudiziari. Sono aperti ai laureati in giurisprudenza sotto i 30 anni con buoni voti: è richiesta una media di almeno 27/30 negli esami di diritto costituzionale, diritto privato, diritto processuale civile, diritto commerciale, diritto penale, diritto processuale penale, diritto del lavoro e diritto amministrativo, o un punteggio di laurea di almeno 105/110. Per accedere al tirocinio si presenta domanda direttamente ai capi degli uffici giudiziari.

Durante gli stage, i tirocinanti, oltre a seguire corsi e seminari di formazione dedicati a loro, collaborano con il magistrato a cui sono affidati e lo assistono nelle attività ordinarie: accedono ai fascicoli, assistono alle udienze e alle camere di consiglio.

Ogni anno vengono stanziati i fondi per le borse di studio, che sono poi assegnate fino a esaurimento delle risorse disponibili. Per il 2020, il decreto ministeriale del 31 dicembre 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 maggio scorso, ha stanziato quasi 11,6 milioni di euro. Le domande per le borse di studio vanno presentate dai tirocinanti presso gli uffici dove svolgono lo stage, anche tramite Pec, e devono includere il valore dell’Isee per le prestazioni legate al diritto allo studio universitario. In base ai dati del ministero della Giustizia, per il 2019 le domande sono state 3.777 e le borse erogate 3.503, in aumento rispetto alle 3.218 relative al 2018.

I vantaggi

Ai tirocinanti che concludono positivamente lo stage, in base alla valutazione del magistrato formatore, le norme riconoscono diversi benefici: sia per l’accesso alla magistratura (è titolo per accedere al concorso per magistrato ordinario e titolo di preferenza per la nomina a giudice onorario di tribunale e a vice procuratore onorario); sia per l'ingresso nelle professioni giuridiche (vale come un anno di tirocinio forense e notarile e come un anno di frequenza delle scuole di specializzazione per le professioni legali); sia per i concorsi pubblici (è titolo di preferenza, a parità di merito, nei concorsi indetti dall'amministrazione della giustizia, dall'amministrazione della giustizia amministrativa e dall’Avvocatura dello Stato e, a parità di titoli e di merito, da altre amministrazioni dello Stato).

L’ufficio del processo

Molti tra i tirocinanti in servizio negli uffici giudiziari sono impiegati nell’ufficio del processo, vale a dire le strutture a supporto dei magistrati introdotte in via sperimentale dal decreto legge 90/2014. Secondo l’ultima ricognizione del ministero della Giustizia, riferita al 2019, negli uffici del processo istituiti presso tribunali, corti d’appello e tribunali per i minorenni lavoravano infatti 1.330 laureati in tirocinio formativo.

Ora la «piena attuazione» dell’ufficio del processo è uno degli interventi chiave in materia di giustizia che il Piano nazionale di ripresa e resilienza intende mettere in campo per migliorare le performance degli uffici giudiziari. In programma c’è l’assunzione a tempo determinato di circa 16.500 laureati (non solo in legge, ma anche in economia e scienze politiche), con concorsi per soli titoli, da svolgere su basi distrettuali e da completare entro i primi mesi del 2022.

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Come funziona

1. I requisiti per l’accesso ai tirocini
I tirocini formativi presso gli uffici giudiziari sono aperti ai laureati in giurisprudenza con meno di 30 anni e una media di almeno 27/30 negli esami di diritto costituzionale, diritto privato, diritto processuale civile, diritto commerciale, diritto penale, diritto processuale penale, diritto del lavoro e diritto amministrativo, o un voto di laurea di almeno 105/110. La domanda si fa ai capi degli uffici giudiziari

2. Le borse di studio
I tirocinanti interessati alla borsa di studio (che non può superare 400 euro al mese) devono presentare domanda entro il 5 giugno anche via Pec presso gli uffici dove svolgono il tirocinio. Occorre includere l’Isee-U. Le borse di studio vengono erogate fino all’esaurimento delle risorse stanziate in base alla graduatoria che sarà predisposta entro il 15 luglio

3. Formazione teorico-pratica
Il tirocinio consiste in un periodo di 18 mesi di formazione teorico-pratica. Lo stagista è affidato a un magistrato formatore, che lo coadiuva e lo assiste nelle ordinarie attività, oltre a seguire corsi e seminari dedicati. Molti tirocinanti sono impiegati nell’ufficio del processo

COME FUNZIONA
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