Traghetti

Tirrenia, chiesto concordato in continuità per evitare il fallimento

Lunedì sera, prima della scadenza, la presentazione della domanda al tribunale di Milano: continuità aziendale, mantenimento dei posti di lavoro e delle rotte

di Davide Madeddu

3' di lettura

Continuità aziendale, mantenimento dei posti di lavoro e delle rotte. La Cin Tirrenia, compagnia di navigazione, gioca la carta del concordato in continuità. Lunedì sera, prima della scadenza, la presentazione al tribunale di Milano di una domanda di continuità.
«Il piano - scrive l’azienda in una nota - assicura le migliori condizioni per il rilancio dell’impresa, il mantenimento dei servizi ai clienti, la salvaguardia dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto in un settore, quello marittimo, tra i più colpiti dalla crisi Covid-19, superata dalla compagnia grazie ad un business solido ed in crescita».

Il piano dell’azienda

Pur prevedendo la vendita di alcuni asset, il piano lascia come punto fermo quello della continuità aziendale, il mantenimento dei posti di lavoro e delle rotte «non prevedendo inoltre alcun tipo di contributo pubblico da convenzioni ma operando sempre in regime di libero mercato». «Tutto ciò - scrive la compagnia - anche in considerazione dei positivi risultati registrati nell’ultimo anno e dell’attuale trend ben al di sopra delle aspettative».

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Non solo: «Cin SpA ringrazia il 95 per cento dei fornitori che, dando fiducia, avevano sottoscritto accordi con la Compagnia e anche Europa Investimenti per il supporto». Quanto al piano di risanamento proposto, «il presupposto si basa su un rigoroso piano di azioni posto in essere dal management nell’ultimo anno, che ha previsto una serie di misure per il contenimento dei costi, l’incremento delle quote di mercato e dei ricavi e la dismissione di alcune rotte non “core” per la compagnia ed ha così creato le condizioni per la presentazione ai creditori di un piano solido e sostenibile».

Le rotte

Da oggi sino alla fine dell’anno sono state programmate, come chiariscono dalla compagnia di navigazione, 35 mila corse. C’è la parte legata alle rotte in continuità, assegnate alla compagnia sino al 30 maggio (con eventuale proroga al 30 giugno) che riguardano i collegamenti con le Tremiti, poi Cagliari-Napoli e Cagliari-Palermo e Civitavecchia - Arbatax/Cagliari.

I sindacati

«Auspichiamo che la richiesta della Cin Tirrenia di poter operare in continuità evitando quindi il fallimento, venga accolta - diceArnaldo Boeddu, segretario generale Filt Sardegna -. In ballo c’è il futuro di oltre seimila lavoratori e delle loro famiglie. E poi la garanzia dei collegamenti da e per la Sardegna nonché per tutti i creditori del gruppo Cin Tirrenia, che in questi anni hanno fornito alla compagnia di navigazione beni e servizi, la possibilità di recuperare 80% del loro credito». Dal sindacalista c’è comunque attesa perché «è necessario conoscere nel dettaglio di quali asset la compagnia intenda privarsi».

A esprimere preoccupazione per “la mancanza di un tavolo istituzionale” è la Uil Trasporti attraverso il segretario William Zonca: «Non abbiamo chiarezza di cosa l’azienda stia facendo ufficialmente né di quanto si voglia fare nel complesso perché manca un tavolo istituzionale - dice - a noi questo genera una forte preoccupazione per la tutela dell’occupazione».

La stagione turistica

A manifestare una certa preoccupazione, sopratutto per l’incertezza, è anche il settore delle vacanze. «La preoccupazione c’è - dice Paolo Manca, presidente di Federalberghi - anche perché vorremmo avere delle rassicurazioni che il servizio non è a rischio. Per ora però non abbiamo elementi, anche perché è comunque consistente il volume di turisti che arriva in nave». Dello stesso avviso anche Nicola Palomba, responsabile di Confindustria Turismo: «Per la stagione turistica e la sua valorizzazione è necessario avere certezza sui collegamenti».

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