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Tirrenia ferma i traghetti, scontro Onorato-commissari

La compagnia che fa capo alla famiglia Onorato annuncia la sospensione dei collegamenti garantiti in regime di continuità territoriale con Sardegna, Sicilia e isole Tremiti. A monte, il sequestro conservativo dei conti correnti da parte dei commissari della Tirrenia in amministrazione straordinaria

di Davide Madeddu

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(Ansa)

La compagnia che fa capo alla famiglia Onorato annuncia la sospensione dei collegamenti garantiti in regime di continuità territoriale con Sardegna, Sicilia e isole Tremiti. A monte, il sequestro conservativo dei conti correnti da parte dei commissari della Tirrenia in amministrazione straordinaria


3' di lettura

In piena emergenza coronavirus scoppia la grana del collegamento marittimo tra la penisola e le isole. Con Sardegna, Sicilia e isole Tremiti che devono farei conti con la sospensione del servizio di collegamento, in regime di continuità territoriale, svolto da Tirrenia Cin, l’azienda controllata dal gruppo Onorato Armatori. Un'emergenza nell'emergenza che registra in giornata l'intervento dei ministeri delle infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico e, alla fine, una qualche apertura almeno sulla Sardegna.

Tutto inizia la mattina del 30 marzo quando la Tirrenia Cin (Compagnia italiana di navigazione) annuncia la sospensione dei collegamenti garantiti in regime di continuità territoriale con Sardegna, Sicilia e isole Tremiti. A monte, il sequestro conservativo dei conti correnti della Cin da parte dei commissari della Tirrenia in amministrazione straordinaria (quella che un tempo era la compagnia pubblica di navigazione). Si tratta della prima delle tre rate che Cin deve pagare in base a una clausola del contratto di cessione e in seguito al pronunciamento della Commissione europea su una questione legata a compensazioni su obblighi di servizio.

La compagnia che svolge servizi in convenzione con lo Stato, scrive una nota in cui giustifica il blocco con il fatto che «la società è liquida ma di fatto il blocco dei conti correnti ne impedisce l'operatività».

A stretto giro arrivano le reazioni. Da quella dei commissari, che precisano che «il sequestro è un atto dovuto» e rappresenta «un rimedio indifferibile a tutela dei creditori», alle organizzazioni sindacali e di categoria. Per i sindacati «in una situazione di emergenza come quella che si registra a causa del coronavirus, non ci si può permettere di bloccare il trasporto delle merci -dice Arnaldo Boeddu, segretario regionale della Filt Trasporti Sardegna - perché via mare viaggiano i medicinali e anche gli strumenti sanitari, oltre che beni di prima necessità diretti all'isola e, in uscita, le produzioni locali». A fargli eco anche il presidente di Coldiretti Battista Cualbu che rimarca la necessità di garantire la continuità delle merci.

Per il sindaco dell'Arcipelago delle Tremiti se si ferma la nave si blocca la vita, dato che tutti i collegamenti sono garantiti da Tirrenia. Poi le rassicurazioni del del ministero dei Trasporti e infrastrutture: «Il Mit precisa che in questa fase critica per il Paese, in emergenza COVID-19, attraverso l'operatività di altri armatori non ci saranno problemi di trasferimento delle merci, in particolare alimentari e farmaceutiche, e di collegamenti con la Sicilia, la Sardegna e le isole minori e che, in caso di particolari necessità o imprevisti, si attuerà un piano straordinario per tutti i collegamenti».

Non solo. Mit e Mise rimarcano che la decisione del «sequestro conservativo sui conti correnti di Tirrenia CIN da parte di Tirrenia AS è stata assunta dall'organo commissariale in autonomia e indipendenza di giudizio, sulla scorta di un parere favorevole reso da parte del Comitato di Sorveglianza, organo che - come noto - tutela le ragioni e la posizione del ceto creditorio, nonché a valle di alcuni recenti provvedimenti giurisdizionali».

I due dicasteri annunciano che «convocheranno urgentemente il collegio commissariale e Tirrenia CIN, in maniera tale che possano essere adeguatamente contemperati - e se possibile tutelati - tutti gli interessi in gioco».

In giornata poi la nota su carta intestata della Moby in cui si dice che «la famiglia Onorato non abbandona la Sardegna». «Provvederemo come Moby, nelle nostre possibilità e fuori convenzione, a garantire i servizi di continuità territoriale - si legge - ripristinando già da stasera la Civitavecchia - Olbia e a seguire, a partire da domani, la Genova - Porto Torres e la Napoli - Cagliari. In un momento storico così grave, il gruppo Onorato, non abbandona la Sardegna e continuerà così a garantire i servizi essenziali ed il trasporto di generi alimentari, farmaci e presidi ospedalieri continuando un legame morale che dura da oltre 130 anni».

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