TRASPORTI MARITTIMI

Tirrenia, gruppo Onorato traina turismo e Pil in Sardegna

<br/>Dopo il no dei giudici milanesi all’istanza di fallimento del gruppo Moby Tirrenia, avanzata da un gruppo di hedge fund bondholder della società, il gruppo Onorato rilancia su investimenti e sulla continuità territoriale per la Sardegna. Con un contributo del 17% al fatturato turistico della Sardegna e 1,1 miliardi di spesa sull’Isola

di Davide Madeddu


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2' di lettura

L’orizzonte è quello di consolidare una tradizione che va avanti dalla fine del 1800: assicurare i collegamenti marittimi tra la Sardegna e la penisola. Dove il viaggiatore «non viene solo trasportato ma coccolato». Il Gruppo armatori Onorato, dopo la sentenza del tribunale di Milano, guarda con fiducia alla continuità territoriale (per la Sardegna) e ai nuovi investimenti in campo internazionale. Propositi e progetti che accompagnano il “Rapporto di comunità, il contributo del Gruppo onorato armatori alla crescita del capitale territoriale in Sardegna” realizzato da European Home Ambrosetti e presentato ieri a Cagliari.

«È stata una settimana intensa: abbiamo subito un duro attacco da parte di fondi speculativi che hanno provato a colpirci con una serie si richieste palesemente infondate che però hanno riacceso una campagna di stampa aggressiva e falsa contro di noi – ha detto l’amministratore delegato Achille Onorato nel corso della relazione introduttiva –. Ma fortunatamente c’è un tribunale a Milano che ha respinto totalmente ogni richiesta di questi fondi condannandoli addirittura al pagamento delle spese legali per la loro azione temeraria e spregiudicata».

L’attenzione del gruppo (5.800 dipendenti complessivi «tutti italiani o pagati con contratto di diritto italiano») – che porta un contributo del 17% al fatturato turistico della Sardegna con 1,1 miliardi di spesa complessiva sull’isola – è per i futuri investimenti. Quelli che riguardano le 2 nuove navi in costruzione in Cina e destinate alla Sardegna, «le più grandi al mondo con 550 cabine e 3mila passeggeri e anche le più verdi in quanto dotate di scubber altamente tecnologici nonché di alimentazione a gas destinate a rivoluzionare completamene il concetto stesso di traghetto». C’è poi l’appuntamento del 20 luglio del 2020 data di scadenza della “Convenzione sulla continuità territoriale” attualmente in vigore.

«Noi non vogliamo dettare nuovi testi, né ci permettiamo di dare consigli a chi deve scrivere la nuova convenzione - ha rimarcato l’amministratore delegato –. Lo troveremmo irrispettoso oltre che del tutto inopportuno. Invece mettiamo a disposizione questo studio e i dati sulla convenzione perché offra strumentini riflessione e di analisi».

Per Onorato la convenzione «deve essere scritta a Cagliari con la regione che ben conosce le necessità dei suoi concittadini». Non solo, i numeri parlano anche di 567 lavoratori sardi occupati stabilmente, beni acquistati per 31,1 milioni di euro e un contributo del 3,2 per cento al Pil sardo. Con i 17 milioni euro di stipendi si crea, poi, un valore indotto per 27,6 milioni di euro e per un totale di 958 occupati. E poi «1,13 milioni di passeggeri trasportati, con una spesa turistica generata che supera 1,1 miliardi, la creazione di un valore di 422,2 milioni e 3261 addetti».
Dal presidente della Regione Christian Solinas un appello alle istituzioni, «chiamate a definire nuove strategie, azioni e linee nel più breve tempo possibile, per assicurare competitività al mercato dei trasporti e della logistica, due settori che rappresentano una potenzialità e che possono alimentare lo sviluppo dell’isola».

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