ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùborsa

Titoli oil sotto pressione, proseguono le trattative Opec sui tagli

I Paesi produttori sono divisi sulle strategie da portare avanti nei prossimi mesi. Per Equita il titolo preferito è Eni

di Chiara Di Cristofaro

default onloading pic
(Reuters)

I Paesi produttori sono divisi sulle strategie da portare avanti nei prossimi mesi. Per Equita il titolo preferito è Eni


2' di lettura

Restano indietro in Europa e a Piazza Affari i titoli del settore oil, mentre i Paesi dell'Opec+ cercano ancora la quadra sui tagli alla produzione. Il settore energetico è il peggiore in Europa con un calo di oltre un punto percentuale, mentre a Piazza Affari i titoli peggiori sono Tenaris, Saipem ed Eni. L'Opec+ riprende i colloqui per definire le politiche per il 2021 dopo che un primo ciclo di incontri non è riuscito a raggiungere un compromesso.

I Paesi produttori sono divisi, le ipotesi in campo

L'Opec+ avrebbe dovuto rinnovare i tagli petroliferi esistenti di 7,7 mln di barili al giorno, pari all'8% della produzione globale, almeno fino a marzo 2021. Ma alcuni Paesi stanno spingendo per aumentare i volumi nel 2021, portando l'aumento del prezzo del Brent come motivazione. In particolare si tratta di Russia, Iraq, Nigeria e Emirati Arabi Uniti. Tra le opzioni sul tavolo circa un accordo ora vanno da un rinnovo della politica esistente alla riduzione dei tagli di 0,5 mln di barili al giorno ogni mese da gennaio. Altre opzioni includono il rinnovo dei tagli esistenti a gennaio e quindi l`aumento della produzione di 1 mln di barili al giorno in febbraio-marzo e di un altro milione di barili al giorno ad aprile.

Loading...

Per Equita il titolo preferito è Eni

"I Paesi appartenenti all’Opec+ devono trovare un delicato equilibrio tra l`aumento dei prezzi per migliorare le proprie finanze, ma non così tanto da incentivare la produzione non convenzionale negli Usa". Equita ha una stima per il prezzo del Brent per il 2021 di 50 dollari al barile, "tuttavia, data la seconda ondata di pandemia - dicono gli analisti - nel secondo semestre 2020 riteniamo che sia più ragionevole una stabilizzazione del Brent tra 40 e 50 dollari al barile nella prima metà del 2021, per poi crescere nel secondo semestre". Il titolo preferito da Equita nel settore è Eni.

(Il Sole 24 ore Radiocor)

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti