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Titoli settore oil nel mirino dopo riunione Opec+, Saipem corre e supera 1 euro

Gli analisti sono attenti ai movimenti del valore del petrolio e alle sue prospettive, considerando il legame a doppio filo con i titoli del settore

di Eleonora Micheli

(ANSA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Titoli petroliferi sotto i riflettori all’indomani della decisione di Opec+ di mantenere lo status quo sulla produzione di greggio. Mentre il valore del petrolio è in rialzo (+1,8% il wti di gennaio a 81,42 dollari al barile), a Piazza Affari sul FTSE MIB sono in rialzo Eni, Tenaris e Saipem, che si riporta sopra quota un euro. Gli analisti sono attenti ai movimenti del valore del petrolio e alle sue prospettive, considerando il legame a doppio filo con i titoli del settore 'oil'. Negli ultimi giorni si sono susseguite una serie di notizie: nel fine settimana l'organizzazione mondiale dei Paesi produttori di petrolio, riunita con gli altri esportatori tra i quali la Russia, ha concordato di confermare la politica di riduzione della produzione di petrolio di 2 milioni di barili al giorno fino alla fine del 2023.

L'annuncio è arrivato subito dopo la decisione del Consiglio Ue di fissare un tetto massimo per il prezzo del greggio esportati dalla Russia a 60 dollari al barile. Limite che entrerà in vigore a partire dal 5 dicembre. Mosca, però, ha già dichiarato di non accettare il tetto. Ad ogni modo negli ultimi giorni è tenuta sotto stretta osservazione anche la situazione in Cina, Paese che risulta essere il primo importatore di petrolio. La Repubblica Popolare sta facendo dietrofront sulla politica di zero-covid, dopo le proteste delle ultime settimane avvenute in tutto il Paese. Gli esperti prevedono che un allentamento delle misure anti-Covid potrebbe far tornare l’economia cinese a marciare a pieno ritmo, innalzando la domanda di petrolio.

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Quanto al colosso italiano Eni, i titoli risentono anche della notizia di venerdì scorso, relativa al fatto che la controllata Plenitude ha annunciato di aver acquisito Plt Energia, operatore rinnovabile con 0.4GW di capacità e una pipeline da 1.2 GW in Italia e Spagna. L’azienda ha circa 90 mila clienti retail in Italia. Anche se non è stato indicato il prezzo pagato, notizie di stampa hanno indicato un valore di Plt attorno agli 800 milioni di euro. Prezzo che gli esperti di Equita considerano «ragionevole». Grazie alla mossa la controllata del gruppo, Plenitude, potrà superare i 2GW di capacità installata e aggiungere maggiore visibilità al target di 6GW nel 2025. Così Equita consiglia di acquistare le Eni, stimando un target di prezzo a 19 euro. Anche gli analisti di Banca Akros apprezzano la mossa, in linea con la strategia di Plenitude e dunque hanno emesso dunque un ‘Buy’ sulle Eni con target di prezzo a 18,5 euro. ‘Buy’ è raccomandato anche dagli esperti di Intesa Sanpaolo, che tuttavia indicano un prezzo obiettivo più basso, a 16,6 euro, livello comunque ben superiore ai corsi di Borsa.

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