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Titoli di Stato, domanda record per le lunghe scadenze: 47 miliardi per il BTp trentennale

Fame di rendimenti, corsa dei Paesi a collocare bond con durata ultratrentennale

di Andrea Franceschi

I mercati e il paradosso del bicchiere sempre pieno

Fame di rendimenti, corsa dei Paesi a collocare bond con durata ultratrentennale


2' di lettura

Nonostante l'incertezza politica in vista delle elezioni regionali in Calabria ed Emilia Romagna i BTp continuano ad essere gettonati sul mercato primario. In particolare sulle lunghissime scadenze. Lo conferma la buona domanda registrata dal titolo ventennale collocato martedì in asta con richieste per 1,49 volte l'ammontare collocato. Ma soprattutto il boom di domanda per il nuovo titolo trentennale piazzato attraverso un collocamento di sindacato. Il titolo infatti ha fatto registrare infatti una richiesta record di ben 47 miliardi di euro a fronte di un ammontare collocato di 7 miliardi e un rendimento del 2,50 per cento.

Che il contesto di mercato fosse favorevole peraltro lo si era potuto capire anche alla luce del forte interesse del mercato per i titoli a lunga scadenza registratosi in occasione di collocamenti di altri Paesi. Ad esempio quello del nuovo Bonos spagnolo a 10 anni piazzato martedì. Anche in questo caso infatti c’è stata una domanda record da 53 miliardi di euro a fronte di un ammontare collocato di 10 miliardi e un rendimento di mezzo punto percentuale.

Nonostante i rendimenti bassi insomma la fame del mercato per i governativi dell'Eurozona resta elevata. Gennaio è storicamente un mese molto denso di collocamenti dato che buona parte dei governi tende a concentrare nella prima parte dell’anno il grosso della raccolta.

La scorsa settimana ci sono state emissioni lorde per 30 miliardi di euro e per questa settimana si stimano collocamenti in asta tra i 7,5 e i 9,5 miliardi di euro. Nonostante l'attività la scorsa settimana sia stata piuttosto intensa la domanda - si legge in una nota degli analisti di Unicredit - dovrebbe essere sostenuta dalle forti scadenze (15 miliardi dall'Olanda) e dai 4 miliardi di cedole distribuite da Italia e Paesi Bassi.

Il calendario di gennaio e inizio febbraio sarà particolarmente intenso visto che nelle prossime quattro settimane sono previste aste per 60-75 miliardi di euro a fronte di 61 miliardi di scadenze e cedole per 15 miliardi. Le previsioni per il 2020 tuttavia sono relativamente modeste, Jp Morgan ha stimato che, al netto dei titoli in scadenza, le emissioni da parte dei Paesi dell'Eurozona dovrebbero attestarsi a quota 188 miliardi di euro. Si tratta del dato più basso dal 2008. L'offerta insomma dovrebbe restare contenuta a fronte di una domanda sostenuta dagli acquisti della Bce nell'ambito del piano di Quantitative easing.

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    Andrea Franceschiredattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Mercati, finanza, bond, azioni. obbligazioni, titoli di stato, banche, borsa, politica monetaria, Bce, Fed, tassi

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