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Titoli di Stato, quest’anno emissioni nell’Eurozona stimate ai minimi dal 2008

Jp Morgan stima collocamenti netti per 188 miliardi di euro . È il dato più basso del 2008. Quale impatto potrebbe esserci sulle quotazioni dalla minor offerta?

di Andrea Franceschi

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Jp Morgan stima collocamenti netti per 188 miliardi di euro . È il dato più basso del 2008. Quale impatto potrebbe esserci sulle quotazioni dalla minor offerta?


3' di lettura

Investire in titoli di Stato dell’Eurozona comporta, nella stragrande maggioranza dei casi, una perdita dato che il grosso dei titoli attualmente in circolazione tratta a rendimenti negativi. Eppure la fame per i poco redditizi titoli governativi continua ad essere elevata come dimostrano le sottoscrizioni nei fondi specializzati in titoli denominati in euro ad alto rating (Investiment grade) che - segnala BofA Merrill Lynch - hanno chiuso il 2019 con un saldo netto di oltre 48 miliardi di dollari e una crescita delle masse gestite del 7,4 per cento.

A una domanda tanto sostenuta non corrisponde tuttavia un’offerta altrettanto vigorosa. Le emissioni nette di titoli di Stato anzi sono destinate a ridursi: Jp Morgan ha stimato che nel 2020 le emissioni di debito pubblico da parte dei Paesi dell’Eurozona, al netto dei titoli in scadenza, dovrebbero attestarsi a quota 188 miliardi di euro. Si tratta del dato più basso dal 2008 quando le emissioni nette si attestarono ad appena 11 miliardi di euro.

L’ammontare dei titoli in circolazione sarà ulteriormente compresso per effetto degli acquisti della Bce. Tenendo conto anche dell’intervento di un player chiave come la banca centrale le emissioni nette per tutti i Paesi dell’Eurozona dovrebbero ridursi a 43 miliardi di euro in un contesto che vedrà Germania, Austria, Paesi Bassi, Finlandia e Irlanda chiudere l’anno con un saldo addirittura negativo. Questi Paesi cioè finiranno per emettere meno di quanto andrà in scadenza e di quanto la Bce dovrà acquistare nell’ambito del Qe.

EMISSIONI STIMATE PER IL 2020

Collocamenti previsti e titoli in scadenza. Dati in miliardi di euro (Fonte: JP Morgan)

EMISSIONI STIMATE PER IL 2020

Il 2020 nelle speranze di molti avrebbe dovuto essere l’anno in cui la Germania avrebbe messo in campo l’arma dello stimolo fiscale per rilanciare l’economia. Ma i numeri che emergono confermano che la prima economia dell’Eurozona non intende aumentare le emissioni approfittando dei tassi negativi per finanziare misure di stimolo. Quest’anno infatti il Paese dovrebbe emettere 148 miliardi di euro di nuovo debito. Esattamente quanti ne andranno in scadenza. Se poi si tiene conto degli acquisti Bce si passa in negativo per 40 miliardi di euro. Un saldo che non farà altro che rendere più complicato per la Bce rispettare i paletti del Quantitative easing visto che i titoli che dovrebbe acquistare di più per ammontare, i Bund tedeschi, sono anche quelli di cui c’è minore dispobibilità.

Non ci sono problemi di scarsità invece per i BTp italiani viste le dimensioni del nostro debito pubblico. Le emissioni lorde per ques’anno sono destinate a ridursi da 179 a 175 miliardi di euro ma è anche vero che le scadenze saranno di meno (132 miliardi contro i 143 del 2019). Il risultato è che le emissioni nette saranno in leggero aumento da 36 a 43 miliardi di euro. Una cifra che si riduce a 21 tenendo conto dell’effetto Qe.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Le quotazioni dei bond governativi dell’Eurozona hanno toccato i massimi storici (in termini di prezzo) e i minimi (in termini di rendimento) in agosto prima che fosse ufficializzato il piano di Quantitative easing della Bce. Nell’ultimo trimestre del 2019 sono scattati i realizzi che hanno fatto risalire rendimenti e spread. Benché le quotazioni restino elevate la dinamica di domanda e offerta dovrebbe in teoria favorire una ripresa del mercato.

La riduzione dell’offerta di titoli di Stato in asta a fronte di una domanda che resta elevata, sia da parte del mercato sia da parte della Bce, dovrebbe favorire il calo di rendimenti e spread secondo diversi osservatori. È probabile tuttavia che gli effetti sulle quotazioni si vedano dopo il primo trimestre visto che il grosso delle emissioni, come di consueto, si concentrerà nei primi tre mesi dell’anno.

Per approfondire:
Mercati 2020, perché la grande incognita è sull'obbligazionario
Corporate bond: nel 2019 emissioni italiane quasi raddoppiate

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    Andrea Franceschiredattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Mercati, finanza, bond, azioni. obbligazioni, titoli di stato, banche, borsa, politica monetaria, Bce, Fed, tassi

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