il cicloviaggiatore

Da Losanna ad Aosta, la via Francigena in bicicletta

Un percorso alpino dai vigneti del Lavaux al Gran San Bernardo giù fino alla Val d’Aosta (e oltre), con vista sulle vette delle Alpi aostane

di Manlio Pisu

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Un percorso alpino dai vigneti del Lavaux al Gran San Bernardo giù fino alla Val d’Aosta (e oltre), con vista sulle vette delle Alpi aostane


5' di lettura

Milano, Stazione Centrale. Punto di partenza di un cicloviaggio sul tratto alpino della Via Francigena da Losanna ad Aosta, varcando le Alpi sul passo del Colle del Gran San Bernardo a 2500 metri. È un mix di natura, storia e sport su un itinerario che corrisponde al percorso della Francigena, la strada medievale dei pellegrini diretti a Roma dall'Europa del Nord e che ricalca in parte l'antico tracciato romano della Via delle Gallie.

Treno+bici

Un comodo EuroCity delle ferrovie svizzere, attrezzato per il trasporto bici, porta da Milano a Losanna, sulla sponda svizzera del Lago Lemano. Dal Norditalia il capoluogo lombardo è raggiungibile con i regionali e i regionali veloci grazie al treno+bici.

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Ma per chi si muove da più lontano l'opzione più praticabile resta l'auto. Ad oggi TrenItalia e Ntv non hanno attrezzato i FrecciaRossa e gli Italo per accogliere le bici. La carenza, grave dal punto di vista dei cicloviaggiatori, sembra riconducibile a fattori culturali. L'esperienza svizzera dimostra, infatti, che con accorgimenti tecnici di poco conto l'allestimento interno dei vagoni può essere predisposto per il trasporto bici.

Una app come bussola

In tre ore e senza cambi si arriva a Losanna. La cittadina, sede del Comitato olimpico internazionale, è gradevole. Per farsene un'idea, la visita richiede un paio d'ore. Da qui passa la Francigena, che partendo da Canterbury, in Inghilterra, attraversa la Francia, la Svizzera e l'Italia fino a Roma.

Dal sito www.viefrancigene.org è possibile scaricare gratis la app della Francigena, una miniera di informazioni preziose per il viandante, comprese le tracce Gpx delle tappe, consultabili anche su smartphone.

La traccia è attendibilissima. Seguendola, non ci si perde. Per Inghilterra, Francia e Svizzera la app fornisce solo le tracce dell'itinerario a piedi, percorribile anche in mountain bike salvo brevi tratti. Per l'Italia, invece, la app riporta anche le tracce della Francigena per cicloviaggiatori (consigliabile la gravel).

Da Losanna ad Aosta, la via Francigena in bicicletta

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Il segmento Losanna – Gran San Bernardo per bici non è, quindi, disponibile sulla app. Il percorso si muove sulle piste ciclabili svizzere ed è segnalato come Ciclovia n.1, ovvero la ciclabile del Rodano, il fiume che del Lago Lemano è immissario ed emissario.

Nell’incanto del Lavaux

Dal centro di Losanna si percorre la sponda del lago e si prende la Ciclovia n.1 verso Est. In breve ci si trova in mezzo ad un paesaggio ridente di vigneti. È il Lavaux, una zona viti-vinicola sui ripidi pendii dei monti che scendono verso il lago, terrazzati nei secoli dai vignaroli. Il territorio è “pettinato” con cura palmo a palmo. La Francigena passa sulle stradine di servizio dei vigneti. Si impone una sosta con degustazione vini in una delle locande che offrono panorami molto ameni.

L'Unesco ha riconosciuto il Lavaux come patrimonio dell'umanità. D'estate vale la pena di fermarsi anche per un bagno.

Dopo Vevey, sede della Nestlé, ci si lascia alle spalle il Lavaux. La Francigena risale il Rodano fino a Martigny, l'antica Octodurus sulla Via delle Gallie a 500 metri di altezza sulle pendici del Gran San Bernardo. Da Losanna sono circa 80 chilometri e 600 metri di dislivello in salita. Le tappe possono essere riconfigurate a piacimento secondo le esigenze di ognuno.

La tappa di montagna

Da Martigny inizia il tratto più impegnativo. Il passo del Colle del Gran San Bernardo è a 2.473 metri. La strada sale gradualmente con pendenze comprese fra il 5% e l'8%. La salita, quindi, è dolce, ma è molto lunga: in tutto 46 chilometri per un dislivello complessivo di oltre 2000 metri. Chi voglia risparmiarsi la fatica, può prendere una corriera che sale al passo tre volte al giorno.

Sulla strada si trovano diversi borghi, come Orsières e Liddes, dove riprendere fiato, rifocillarsi o pernottare. A Bourg-Saint-Pierre, 1.600 metri, ultimo paesino prima del valico, la salita diventa più ostica. Da lì fino al passo le pendenze si impennano tra l'8% e il 13%.

La fatica maggiore arriva alla fine. Non solo. Subito dopo Bourg-Saint-Pierre, tra i 1.600 e i 1.900 di quota, inizia una lunga semi-galleria, che è sì pedalabile, ma è assai sgradevole per i cicloturisti. Dunque è consigliabile evitarla. Per questo segmento la corriera è provvidenziale.

La semi-galleria porta, a 1.900 metri, all'ingresso del traforo del Gran San Bernardo. Subito prima del tunnel si può scendere dalla corriera e proseguire in bici. Il traforo inghiotte buona parte del traffico delle auto. Da quel momento si pedala in silenzio senza il rombo dei motori. La traccia cerca di evitare le strade aperte al transito dei veicoli a motore; ma sul Gran San Bernardo questo riesce solo per brevi tratti.

Il cicloviaggiatore si trova, quindi, a pedalare in un paesaggio di montagna bellissimo e imponente, ma pur sempre su una strada alquanto trafficata.

Il premio

In cima al valico arriva il premio. La vista sul versante italiano è splendida. L'antico Ospizio, fatto costruire intorno al 1030 da San Bernardo di Aosta, offre ancora oggi riparo ai viandanti. È un santuario dell'accoglienza. Da quasi mille anni la porta dell'Ospizio è sempre rimasta aperta, giorno e notte. Il piccolo museo, da non perdere, impartisce al visitatore una grande lezione di storia.

Fin dall'epoca pre-romana chi ha attraversato le Alpi sul Gran San Bernardo ha lasciato traccia del proprio passaggio. Fra i tanti anche Napoleone, che nel 1800 passò di qua con un esercito di 50.000 uomini per la sua seconda campagna d'Italia. Il museo è la testimonianza di queste travagliate vicende. Da non perdere anche il canile dell'Ospizio, che ospita decine di cani San Bernardo, molossi splendidi e mansueti.

Un bagno di storia

In territorio italiano si può usare la traccia della Francigena per bici disponibile sulla app. I 40 chilometri di discesa fino ad Aosta sono godimento allo stato puro con panorami che spaziano fino al Monte Rosa. Molto grazioso il primo centro abitato a scendere, Borgo Saint-Remy.

Ad Aosta altro bagno di storia. La città, Augusta Praetoria, era l'ultimo avamposto militare romano sulla Via delle Gallie prima della barriera alpina. Splendido il teatro con le sue culisse monumentali; imponente il criptoportico del foro. Ad Aosta il traguardo è raggiunto. Da qui si può chiudere l'anello, tornando in treno a Milano.

Sulla Via delle Gallie

Ma se la voglia di pedalare non è ancora passata, basta seguire la app, che porta a fondo valle sulla ciclabile della Dora Baltea con vista su castelli e fortezze, tra cui il forte di Bard. A tratti la traccia risale a mezzacosta, dove i romani fecero passare la Via delle Gallie, per evitare gli acquitrini creati dalle inondazioni della Dora.

Qui la Francigena coincide con la Via delle Gallie ed è oggi una stradina di servizio per orti e piccole vigne. La strada romana riemerge nello splendore del suo basolato a Donnas e poi di nuovo nel ponte maestoso di Pont-Saint-Martin, perfettamente conservato e tuttora in uso. Da Pont-Saint-Martin è una volata a scendere.

La Francigena entra in Piemonte e tocca Ivrea (Augusta Eporedia), ex quartier generale della Olivetti. Fino agli anni Ottanta del secolo scorso qui si progettava il futuro. Oggi si conserva la memoria del passato anche grazie all'Unesco, che ha riconosciuto il quartiere Olivetti come patrimonio dell'umanità.

Tra le risaie

Superata Ivrea, la Francigena entra nella pianura padana. Il paesaggio cambia radicalmente. Si pedala tra distese piatte e sconfinate di campi di granturco e di risaie. Seguono in rapida successione Vercelli, Mortara, Pavia, Piacenza, Fidenza. Da ognuna di queste città è possibile prendere il treno per Milano. E per chi non ne ha ancora abbastanza c'è l'Appennino, il passo della Cisa e poi giù per Toscana e Lazio fino a Roma.

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