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Tlc, Agcom: mercato mobile resta altamente concentrato, su dati rete fissa differenze strutturali Nord-Sud

È quanto si legge nella relazione annuale dell’Agcom, presentata alla Camera dal presidente Giacomo Lasorella.

Il presidente Agcom, Giacomo Lasorella

2' di lettura

«Il mercato della telefonia mobile si conferma altamente concentrato dal punto di vista concorrenziale. Tre operatori, Tim, Vodafone e Wind Tre, con quote tra loro relativamente simili, intorno al 30%, rappresentano poco meno del 90% del mercato. Va tuttavia osservato come, nel corso del 2021, Vodafone e Wind Tre abbiano perso 2,2% punti percentuali in favore di Iliad e dei cosiddetti Mvno, gli operatori mobili virtuali, che registrano complessivamente un aumento del fatturato dell’8,3% rispetto al 2020». È quanto si legge nella relazione annuale dell’Agcom, presentata alla Camera dal presidente Giacomo Lasorella.

Agcom,su dati rete fissa differenze strutturali Nord-Sud

«Nel mercato della rete fissa si conferma il trend di crescita del traffico dati, che registra un +15,9% rispetto al 2020» tuttavia «permangono alcune differenze strutturali tra le diverse macroaree del Paese. Al Nord-Ovest e al Centro la diffusione degli accessi con velocità maggiori di 100 Mbit/s è superiore rispetto alla media nazionale, mentre al Sud e nelle Isole i valori sono decisamente inferiori».

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Agcom, volano ricavi big tech, 1.100 miliardi nel 2021

«Il valore dei ricavi realizzati su scala mondiale dalle principali piattaforme continua a crescere. Nel 2021, i ricavi conseguiti dai primi cinque operatori sono aumentati del 24%, superando i 1.100 miliardi di euro, e questi consolidano le prime posizioni in tutti i settori di attività in cui sono presenti» ha aggiunto Lasorella, ricordando che «il mercato delle piattaforme ha registrato, su scala globale, tra il 2012 e il 2021, una crescita media annua e un margine netto attorno al 16%, nonché una significativa crescita dei ricavi che, nell’anno passato, ha superato di oltre il 50% quella del 2019» .

Segnali di ripresa nel settore dei media

Nel settore dei media, il 2021 «mostra, dopo i risultati fortemente negativi del 2020, segnali di ripresa. Si continua tuttavia ad assistere a un generalizzato calo dei ricavi che - nell’ultimo quinquennio - è stato superiore a un miliardo di euro, seppur in presenza di un rilevante incremento degli introiti per il segmento del video on demand». «Le mutate abitudini di consumo degli utenti - ha detto ancora - si riflettono sulle decisioni assunte dagli inserzionisti in favore delle piattaforme online e ciò si traduce in una flessione dei ricavi che colpisce sia la televisione, in particolare quella satellitare a pagamento, sia la carta stampata, ormai in crisi strutturale da oltre dieci anni». «Nonostante l’evoluzione del settore - ha sottolineato ancora Lasorella -, l’incremento dei ricavi da pubblicità riconducibile a tutti i media è stato tale da compensare il calo registrato nel 2020 e, seppur con una riduzione di oltre 800 milioni rispetto al 2019, tale risalita si traduce in un aumento degli introiti totali di settore pari a 11,4 miliardi di euro (+2,5% nel 2021)»

Lasorella: stagione fermento in Ue su settore digitale

Il presidente Agcom, nel corso della relazione annuale dell’Autorità alla Camera ha aggiunto che la nuova Commissione europea «ha aperto una stagione di grande fermento e di grande innovazione normativa nel settore digitale, che ha nel Digital markets Act e nel Digital Services Act, di recente licenziati dalle istituzioni europee, i suoi pilastri fondamentali, ma che si compone di una serie di ulteriori interventi normativi in fieri, che l’Autorità monitora con grande attenzione».

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