LE MISURE DEL DECRETO

Tlc, obblighi ai gestori per gestire emergenza e picchi di domanda

Scattano obblighi a carico degli operatori tlc, fino al 30 giugno, per garantire la piena efficienza del servizio di telefonia e di connessione web.

di Carmine Fotina

Aziende aperte / Tutti in smart working dopo il maxi acquisto di computer

Scattano obblighi a carico degli operatori tlc, fino al 30 giugno, per garantire la piena efficienza del servizio di telefonia e di connessione web.


2' di lettura

Misure “speciali” per gli operatori di telecomunicazioni fino al 30 giugno 2020. Lo stabilisce il decreto legge anti crisi, in considerazione della crescita dei consumi dei servizi e del traffico sulle reti di comunicazioni elettroniche che si sta registrando nelle ultime settimane, anche per la diffusione di attività da casa come il “lavoro agile”, l'e-learning, gli acquisti online.

Garantire il funzionamento
I gestori sono chiamati a intraprendere «misure iniziative per potenziare le infrastrutture e garantire il funzionamento delle reti e l'operatività e continuità dei servizi», di emergenza e non solo.

Operatori tlc come imprese di pubblica utilità
Le imprese fornitrici di reti e servizi di comunicazioni elettroniche accessibili al pubblico, equiparate in questa fase a tutti gli effetti a imprese di pubblica utilità, hanno l'obbligo di assicurare interventi di potenziamento e manutenzione della rete nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e dei protocolli anti-contagio.

Il ruolo dell’Authority tlc
L'insieme di queste misure straordinarie dovrà essere comunicato all'Autorità per le comunicazioni che, se necessario per garantire continuità e prestazioni idonee del servizio di telefonia e di banda larga e per assicurare regole equilibrate tra i vari soggetti, potrà modificare o integrare di conseguenza il quadro regolamentare vigente.

Gestire i picchi di domanda
L'obiettivo è chiaro e precisato anche nella relazione illustrativa che accompagna la norma. Bisogna «supportare la crescita dei consumi e la gestione dei picchi di traffico generati dalla necessità di svolgere attività (smart working, e-learning) o di passare il proprio tempo in casa (informazione, comunicazione, intrattenimento, acquisti online) utilizzando la rete internet o i tradizionali servizi voce e dati».

Attenzione al «digital divide»
Ma non solo. Gli interventi, si spiega, devono rivolgersi a tutto il territorio nazionale non concentrarsi su segmenti di clientela e aree secondo pure logiche di mercato. In una logica di riduzione del “digital divide” . Gli operatori, se necessario, dovranno dare priorità alle richieste di servizi di tlc provenienti dal centro di coordinamento e delle unità territoriali di crisi, qualificandosi come attività di utilità pubblica in questa fase straordinaria

Niente aggravio di costi
Tutto questo, si precisa ulteriormente, dovrà avvenire senza un aggravio dei costi per le famiglie e con tempi più veloci rispetto a situazioni di normalità.

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