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Tlc, Urso: abbiamo bisogno di una rete a controllo pubblico

L’assetto del settore delle Tlc è una «questione strategica del Paese». Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al Forum delle Telecomunicazioni.

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«Siamo consapevoli che la rete sia un bene pubblico, abbiamo bisogno di una rete a controllo pubblico». L’assetto del settore delle Tlc è una «questione strategica del Paese». Lo ha detto dice il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al Forum delle Telecomunicazioni. Dove garantisce a aziende e sindacati del settore che sarà «importante ascoltare e confrontarsi», e aggiunge: «Questo ci deve aiutare a elaborare la ’strategia Paese’ di questo settore»

Urso: Governo all’unisono deciderà strategia su rete

«Sulla rete abbiamo una visione strategica, la rete per noi è fondamentale» e occorre «farla in fretta a raggiungere tutte le zone del Paese per la sicurezza nazionale e per la connettività» continua Urso. «Per quanto riguarda come organizzare questa strategia, spetta al governo nel suo complesso, stiamo analizzando i dossier, e lo realizzeremo nel tempo che è necessario farlo». Alla domanda sulla possibilità di un’opa su Tim per realizzare la rete unica, Urso ha risposto: «La strategia nostra è quella di realizzare una rete che poi sia effettivamente a controllo pubblico e raggiunga tutti i villaggi del nostro straordinario Paese, gli strumenti per farlo dovremo deciderli all’interno del Governo e questo è un Governo che agisce insieme. All’unisono ci ripromettiamo di farlo dopo aver fatto tutte le ricognizioni necessarie».

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«Errori nel passato, ora siamo retroguardia»

Nel settore delle Tlc nei primi anni ’90 eravamo «all’avanguardia nel mondo», poi «siamo diventati la retroguardia dei paesi sviluppati e dell’Europa», aggiunge Urso. «Si pensò che fosse strategica l’energia», così le aziende del settore «con una partecipazione pubblica, hanno mantenuto una presenza italiana internazionale di tutto rispetto su cui oggi il Paese può far leva. Invece non si comprese quanto fosse importante, e più importante ancora in futuro, il settore delle telecomunicazioni, quindi del digitale, delle interconnessioni». E ribadisce: «Oggi ci troviamo in una condizione di retroguardia di difficoltà». Anche i ritardi sugli obiettivi del Pnrr, di cui ha parlato oggi il sottosegretario Alessio Butti, hanno radici «negli errori fatti trenta anni fa»

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