Nella zona industriale di Ascoli Piceno

TM Italia, la cucina che guarda all’automotive e all’aerospazio

L’azienda si ispira a un modello di «manifattura sartoriale» con un occhio alla sostenibilità ambientale e all'impiego di tecnologie intelligenti e automazioni

di Michele Romano

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Modelli hi-tech. Una fase della produzione

L’azienda si ispira a un modello di «manifattura sartoriale» con un occhio alla sostenibilità ambientale e all'impiego di tecnologie intelligenti e automazioni


4' di lettura

Per comprendere esattamente cosa significhi innovazione in un comparto tradizionale come quello delle cucine bisognerebbe tornare al 2012 ed entrare nel mondo di TM Italia: ben 8 anni fa, nello stabilimento della zona industriale di Ascoli Piceno nasceva Off Kitchen, un progetto così visionario da essere straordinariamente attuale ancora oggi, in tempi di pandemia, e da rappresentare il prodotto ideale per presentarsi su un mercato che si è profondamente modificato. Off Kitchen è una cucina a scomparsa che si trasforma in ambiente di lavoro e viceversa, con il piano di lavoro che diventa tavolo e che nasconde nelle sue gambe ogni tipo di tipologia innovativa. Un progetto sviluppato insieme al fiorentino Daniele Bedini, uno dei pochi architetti che si è cimentato nella progettazione di arredi per spazi extragravitazionali e che ha fatto della sottrazione uno dei propri driver di sviluppo progettuale. È la risposta ai cambiamenti epocali imposti dalla chiusura per decreto, che hanno stravolto in pochi giorni tutte le pianificazioni aziendali e accelerato processi come trasformazione digitale, e-learning, smart work, relazioni on line con la rete vendita e professionisti, sviluppo di nuovi materiali e finiture, adeguamenti di sicurezza nelle delicate fasi di montaggio e molto altro: Off Kitchen dà tutte le risposte.

«Siamo una piccola azienda che sa adattarsi al cambiamento» (4 milioni di fatturato e 25 addetti), dice con orgoglio il ceo Gianluca Tondi, mamma sarta e papà falegname, che gli hanno ispirato il modello di «manifattura sartoriale», una sorta di artigianato evoluto «in grado di soddisfare gli standard produttivi industriali e, allo stesso tempo, la flessibilità progettuale tipicamente italiana». In realtà, all’interno di TM Italia ragionano come in una grande casa automobilistica: «I concept di cucina elaborati nei cluster di innovazione rappresentano visioni futuribili e applicazioni tecnologiche avveniristiche, che talvolta vengono commercializzate e talvolta diventano bagaglio di conoscenza aziendale, che viene trasferito poi in ogni singolo altro progetto che viene quotidianamente sviluppato». L’altro modello di ispirazione arriva addirittura dallo spazio, e in particolare da SkyLAB, la prima stazione orbitante statunitense, che ha compiuto 15 rivoluzioni al giorno intorno alla terra fino al 1979, rappresentando un ponte tra il nostro pianeta e il cosmo per favorire lo sviluppo di progetti di ricerca spaziali: proprio durante il lockdown è stata realizzata una piattaforma multimediale, lo SkyLAB di TM Italia, che consente a progettisti e architetti di tutto il mondo di interagire sugli stessi file di progetto, di elaborare moodboard, di esplorare tutti i modelli esposti in tempo reale e attraverso una sofisticata regia video. Un progetto di showroom-aumentato, anche questo sviluppato ed allestito durante il lockdown, come risposta alla ridotta mobilità internazionale.

Un modello di cucina

Tre i temi chiave dell’azienda picena che ruotano intorno ai cluster di innovazione: sostenibilità ambientale, accessibilità e inclusività degli ambienti domestici, anche attraverso l’impiego di tecnologie intelligenti e automazioni, ottimizzazione degli spazi e trasformazione multifunzionale degli ambienti domestici, gli stessi a cui si ispira anche Off Kitchen. Ogni prodotto viene realizzato one-off su specifiche richieste del cliente, una complessità gestita con programmi di lavoro digitalizzati, sistemi codificati a listino, un configuratore grafico tridimensionale che consente di progettare attingendo a tutte le possibili combinazioni di oltre 350 materiali.

L’icona di TM Italia si chiama Miuccia, un progetto datato 2016, che «ha notevolmente contribuito alla riconoscibilità del brand, introducendo una lettura sofisticata e internazionale degli archetipi del mobile italiano». I driver del progetto sono il colore, i materiali pregiati e la lavorazione tridimensionale delle superfici. «Abbiamo scelto proprio questa cucina – spiega il ceo - per presentare l’innovativa linea di sviluppo che stiamo elaborando all’interno del progetto Green Cycle Design, di cui siamo capofila, che prevede da un lato l’introduzione di vernici bio, prive di agenti chimici dannosi per individui e ambiente». Un green thinking che è nato nel 2012, grazie a una collaborazione con il master in Ecodesign dell’università di Camerino (solo uno dei poli scientifici con cui l’azienda collabora abitualmente, ndr.) e che si è evoluto fino a consentire a TM Italia di essere riconosciuta come Pmi più circolare d’Italia tra le 210 aziende partecipanti al contest Best Performer dell’economia circolare, promosso nel 2019/2020 da Confindustria.

Si chiama Rua, invece, come ad Ascoli Piceno chiamano gli stretti vicoli del centro storico, la cucina progettata dai giovani designer piceni di Ruadelpapavero, premio ADI Design Index 2019 e che l’8 settembre potrebbe vincere il Compasso d’oro.

Il core business di TM Italia è senza dubbio la produzione di arredi cucina su misura, che per il 70% finiscono all’estero: il primo mercato di riferimento è il Regno Unito, seguito da Italia, Nord America (Usa e Canada) e Russia. E il futuro è fatto ancora di tanto estero, in particolare Europa (Francia, Spagna, Germania, Paesi bassi), Medio Oriente (Emirati Arabi e Israele, dove è stato aperto uno show room a Tel Aviv) ed Est Asia (Cina, Corea). Il business che sta maturando velocemente è quello della fornitura di arredi chiavi in mano, sia per il settore residenziale sia per il retail-ristorazione. Per Tondi e il suo team si tratta di «un’ossessione per la qualità in ogni progetto e la capacità di soddisfare ogni singola specifica richiesta progettuale». Nessuna meraviglia, dunque, quando il ceo ha potuto leggere sul Sunday Times gli apprezzamenti sulla qualità delle cucine TM Italia da parte di David Armstrong-Jones, nipote della Regina Elisabetta e soprattutto archistar inglese, che ha arredato con cucine esclusive prodotte dall’azienda picena, a disegno con materiali inediti, 30 appartamenti extralusso del condominio che sorge di fronte alla residenza di Buckingham Palace. E subito dopo sono arrivati ordini analoghi per diverse ville di vip a Beverly Hills. «Un percorso di sviluppo virtuoso – conclude Tondi -, lavorando sodo e continuando a pensare sempre al dopo».

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