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TNT, la “gazzella globale” che corre grazie a ricerca e produzioni ad hoc

di Michele Romano

3' di lettura

Passare dalla produzione di 300 semirimorchi a piano mobile a mille ogni anno, da un fatturato «che quest’anno sfiorerà i 20 milioni ai 70 milioni annui stimati nei prossimi anni». Fare di TMT International uno dei principali player europei e proiettarlo anche in altre aree del mondo, tanto che dopo aver acquisito una presenza stabile in Australia, l'attenzione si sposta su Stati Uniti e Sud Africa, nonostante siano mercati presidiati da altri brand e con la convinzione di poter competere alla pari.

Alfredo Spinozzi, figlio del fondatore, laurea in ingegneria meccanica e ceo dell'azienda, fissa paletti ambiziosi: quella che guida è tra le mille società europee a più rapido sviluppo, una crescita che certamente impatta con il trend positivo del mercato, fa conto sulla capacità produttiva cresciuta anche grazie all'ampiamento del sito di San Benedetto del Tronto, ma soprattutto fonda il suo successo sulla capacità di anticipare le richieste molto complesse tecnicamente di un mercato, quello dell'autotrasporto, all'interno del quale la concorrenza internazionale è fortissima.

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Piccoli, se si guardano i competitors, ma differenti da loro in quanto «ogni progetto nasce da un foglio bianco». Il ceo si è preso la briga di scandagliare personalmente decine di siti web di associazioni di categoria, produttori concorrenti, consorzi di autotrasportatori e persino i social degli autisti e ha visitato tutte le più importanti fiere al mondo del settore. «Conoscere, imparare e fare meglio» è il suo karma, «flessibilità e innovazione spinta» le sue parole guida. «E non potrebbe essere diversamente visto che riusciamo a produrre semirimorchi su misura – aggiunge -. Una customizzazione spinta, che nasce all'interno del nostro ufficio tecnico, all'interno del quale sono impegnati 6 ingegneri, in squadra con altri 54 addetti».

Nel segmento moving floor TMT oggi controlla il 40% del mercato interno (in Italia circolano circa 450 mezzi, ndr.), «quota che può crescere ulteriormente, perché stiamo studiando altre nuove innovazioni che semplificano il carico delle merci».

Del resto, si tratta di un semirimorchio polifunzionale, utilizzato nel settore dei rifiuti, in quello alimentare e anche nel trasporto di merci pallettizzate. I principali clienti sono le aziende di trasporto con grandi flotte e quella della trasformazione, ed anche i piccoli autotrasportatori. L’azienda vuole ulteriormente performare e spingere questi modelli, anche attraverso un percorso formativo, con l'obiettivo di «guidare il cliente nella comprensione delle molteplici funzionalità del prodotto, ma anche per capire ancora meglio come è possibile rinnovarlo, modificarlo, adeguarlo per rispondere a ulteriori esigenze». Con il modello Container Moving Floor, esposto recentemente anche all'IAA di Hannover, l’azienda ha vinto il Trailer Innovation Award 2023 nella categoria Body, assegnato da una commissione di 15 giornalisti internazionali del settore automotive; i riconoscimenti, suddivisi in diverse categorie, sono destinati alle aziende produttrici di semirimorchi che lanciano prodotti nuovi e tecnologicamente avanzati.

«Quello che fa attualmente la differenza nel nostro settore sono le tecnologie intermodali, unico e vero motore di sostenibilità sia ambientale che dei costi, in un momento difficile per il settore dei trasporti». È solo una delle nuove sfide di Spinozzi, che ancora una volta risponde a una necessità: «Le aziende di trasporto stanno facendo i conti con una cronica mancanza di autisti disposti a viaggiare per un'intera settimana».

La risposta dell’azienda picena è quella di realizzare rimorchi che possono agganciarsi a qualsiasi modello di trattore o, ad esempio, trasportare ogni tipo di container. «Dobbiamo far sì che il semirimorchio sia indipendente – spiega l’ingegnere -, anche per semplificare il lavoro negli interporti, nei porti, nelle grandi stazioni di scambio merci. Stiamo pensando a veicoli dedicati a questo tipo di servizio». Con un aiuto pratico agli autisti, che presto avranno a disposizione, attraverso un QR Code, anche un tutorial plurilingue attraverso il quale conoscere tutte le funzionalità e il modo corretto per utilizzare un semirimorchio a pianale mobile.

«Non è però possibile fermarsi solo all’intermodale», sottolinea il ceo. Ecco che l’ultimo nato in casa TMT è un semirimorchio ad assale elettrico: si tratta di un veicolo, che tramite una batteria posta sotto il mezzo, permette il movimento in carico e scarico del pianale mobile senza la necessità di ricorrere al trattore. «In una logica digitale, 4.0 e green che ci proietta nel domani».

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