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Tod’s, Chiara Ferragni entra nel cda e il titolo vola in Borsa

A Piazza Affari balzo del titolo del gruppo marchigiano che chiude la seduta in rialzo del 14%.

di Monica D'Ascenzo

Aggiornato il 9 aprile alle ore 17.40

(Getty Images)

4' di lettura

Chiara Ferragni entra nel consiglio di amministrazione di Tod’s. L'annuncio, di questa mattina, è stato motivato dalla società del presidente Diego Della Valle con la necessità da parte dell’azienda di occuparsi di impegno sociale, della solidarietà verso il prossimo e della sostenibilità nel rispetto dell'ambiente e del dialogo con le giovani generazioni.

A seguito della notizia le azioni del gruppo Tod's sono scattate al rialzo a Piazza Affari. Tod’s, che ieri aveva chiuso con una capitalizzazione di 945 milioni di euro, ora ne vale quasi 1.040 con un “effetto Ferragni” quantificabile dunque in quasi 100 milioni di euro. Le azioni hanno chiuso le contrattazioni in progresso del 14% a 32,74 euro.

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«Mi fa molto piacere che Chiara Ferragni sia entrata nel cda di Tod's» commenta Della Valle, proseguendo poi: «La conoscenza di Chiara del mondo dei giovani sarà sicuramente preziosa. Inoltre, insieme, cercheremo di costruire progetti solidali e di sostegno per chi ha più bisogno, sensibilizzando e coinvolgendo sempre di più le nuove generazioni in operazioni di questo tipo».

Tod’s si dice certa che la conoscenza di Ferragni del mondo dei giovani, unita all'esperienza dei membri del consiglio di amministrazione, possa costruire un gruppo di pensiero dedicato a progetti focalizzati alla solidarietà verso gli altri, con forte attenzione al mondo giovanile che, mai come in questo momento, ha bisogno di essere ascoltato. Dal canto suo Ferragni, ceo di Fenice e di Tbs crew, ha commentato: «Ringrazio Diego Della Valle per la fiducia e il rispetto che ha nei miei confronti come donna e manager. Unirmi al gruppo Tod's significa dare voce alla mia generazione con una delle eccellenze dell'Italia nel mondo».

I conti di Fenice (ex Serendipity)

Chiara Ferragni da 2019 guida come ceo Serendipity, società che vede nell'azionariato come primo azionista da Alchimia di Paolo Barletta, oltre all’imprenditrice al 32,5% e alle due società dell'imprenditore pugliese Pasquale Morgese (Esuriens e N1) al 13,75% ciascuna. Società che in occasione dell'assemblea straordinaria dei soci del 20 ottobre 2020 ha cambiato denominazione in Fenice, perché, come ha spiegato in assemblea la stessa Ferragni, «il cambio di denominazione corrisponde a una nuova fase aziendale
di sviluppo della società e che la denominazione prescelta è un auspicio per il successo di questa nuova fase aziendale».

L'ultimo bilancio disponibile di Fenice è quello relativo all'esercizio 2019, che si è chiuso con una perdita di 521mila euro a fronte di un utile da 193mila euro registrato l'anno precedente (273mila euro nel 2017). In contrazione anche il fatturato passato dai 1,618 milioni del 2018 a 1,048 milioni del 2019. In calo anche il patrimonio netto dal 1,192 milioni euro del 2018 a 670mila euro nel 2019.

In occasione dell'assemblea per l'approvazione del bilancio, il 13 luglio 2020, il consigliere Fabio Damato ha sottolineato: «la perdita di esercizio è dovuta a diversi fattori. In primo luogo va evidenziata una rilevante contrazione dei ricavi per royalties in base ai contratti attualmente in essere con N1 e Mofra Shoes per la concessione in licenza del marchio “Chiara Ferragni Collection”. Sono stati inoltre effettuati nel corso dell'esercizio rilevanti investimenti sulle risorse umane, ristrutturando e potenziando l'ufficio stile della società, allo scopo di creare un team interno in grado di sviluppare delle collezioni di maggior pregio stilistico e successo commerciale, a beneficio della reputazione e del valore del brand “Chiara Ferragni Collection”». Mentre il presidente Barletta ha osservato: «considerato il costante trend negativo del fatturato societario rispetto ai precedenti esercizi ed a livello previsionale, il consiglio di amministrazione ha ritenuto essenziale intraprendere una politica di costanti investimenti, volti a dotare la società di una struttura più solida per supportarne la crescita attesa».

Fra le partecipate da Chiara Ferragni c’è anche Tbs Crew (marchio The blond salad), che la vede al 55% mentre il 45% è in portafoglio a Esuriens, e Sisterhood, controllata al 99% dalla stessa Ferragni e partecipata allo 0,5% ciascuno da Valentina Ferragni e Fabio Salvatore Maria Damato. La prima ha chiuso il 2019 con ricavi per 6,4 milioni (5,75 milioni nel 2018) e un utile di 450mila euro (98mila euro nel 2018) distribuito interamente ai soci come cedola, mentre la seconda ha registrato un fatturato di 11,3 milioni di ricavi con 5 milioni di utili netti per Sisterhood, che ha distribuito utili per 200mila euro.

L’impegno sociale dei Ferragnez

Ambrogino d'oro ai Ferragnez: "Speriamo di fare sempre di più"

«Siamo molto onorati e speriamo di fare sempre di più per la città di Milano e per l'Italia». Chiara Ferragni e Fedez avevano commentato così la benemerenza civica ricevuta dal sindaco di Milano Beppe Sala. La coppia ha ricevuto nel dicembre scorso l'Ambrogino d'oro perchè «durante la prima fase dell'emergenza sanitaria, hanno messo la notorietà al servizio della lotta al Covid-19 per provare a lenire le ferite della loro città» anche attraverso una raccolta fondi per l'ampliamento in tempi record del reparto di terapia intensiva dell'ospedale San Raffaele.

Le iniziative in occasione del lockdown sono state solo il primo passo di un impegno sociale sempre più attivo della coppia. Il 20 novembre 2020 Chiara Ferragni ha pubblicato su Instagram un video di circa 10 minuti dal titolo “Essere donna nel 2020”, in cui nei primissimi minuti afferma: «Il problema secondo me è che la nostra società è ancora molto maschilista e patriarcale». Un video, visto da 7,6 milioni di persone nella versione italiana e 818mila nella versione inglese, in cui si fa voce della lotta alla violenza contro le donne e a favore della parità di genere.

Nella stessa direzione di muove il compagno, che nelle ultime settimane si è esposto sia per un'educazione non stereotipata dei bambini sia per l'approvazione della legge contro la omotransfobia, la cosiddetta legge Zan.

Non è poi passata inosservata la battaglia a favore della vaccinazione degli anziani in Lombardia: denunciato con un video il ritardo nella vaccinazione della nonna di Fedez e ottenuto in risposta l'appuntamento, Ferragni si è esposta per tutti quegli anziani che non hanno nessuno di così in vista da poter ottenere di essere vaccinati.

Interventi questi che stanno trasformando giorno per giorno l’influencer in opinion leader.


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