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Tod’s, l’Opa resta sotto la soglia del 90%: Della Valle rinuncia

Il presidente: «Lavoreremo tutti per ottenere nei tempi necessari la realizzazione di un’operazione che spero ed auspico sarà di grande successo». Il titolo cade in Borsa

di Monica D'Ascenzo

(REUTERS)

3' di lettura

Della Valle rinuncia all’opa su Tod's che, attraverso la società DeVa Finance di concerto con Lvmh, avrebbe comportato il delisting della società. Immediata la reazione a Piazza Affari, dove il titolo scivola dopo lo stop all’operazione. I risultati provvisori, sottolinea il comunicato ufficiale diffuso in mattinata, comportano il raggiungimento da parte dell'offerente, congiuntamente alle persone che agiscono di concerto, di una partecipazione complessiva inferiore al 90% del capitale sociale dell'emittente.

«Pertanto, alla data odierna non si è avverata la condizione sulla soglia. L'offerente comunica sin d'ora che non intende rinunciare alla condizione sulla soglia, con la conseguenza che l'offerta non si perfezionerà» si legge nella nota.

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In particolare, sulla base dei risultati provvisori comunicati dall'intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni, Bnp Paribas Securities Services – Succursale di Milano, alla chiusura del periodo di adesione, risultano portate in adesione all'offerta complessive 4.134.358 Azioni, rappresentative del 12,49% del capitale sociale dell'emittente e pari al 48,91% delle azioni oggetto dell'offerta.

Alle azioni portate in Opa si somma il 63,6% del capitale di Tod's detenuto dalla famiglia Della Valle (pari al 75,5% dei diritti di voto) e il 10% in portafoglio a Lvmh tramite la holding Delphine (8% diritti di voto). Quota quest’ultima che il gruppo francese del lusso intende continuare a detenere, in accordo con la famiglia Della Valle.

A conti fatti, quindi, la quota complessiva è di poco sotto l’87%, all’86,95 per cento. In passato la famiglia Della Valle aveva dichiarato che in caso di insuccesso dell’Opa, avrebbe potuto procedere al delisting di Tod’s tramite fusione in DeVa Finance entro sei mesi dalla chiusura dell’offerta pubblica. Opzione che al momento non è stata confermata.

Le prossime mosse

«Prendiamo atto che parte del mercato ha ritenuto l'offerta da noi fatta inferiore alle sue aspettative, considerando il valore del gruppo Tod's superiore a quello espresso attualmente in Borsa. La nostra decisione di lanciare l'offerta (mettendo a disposizione dell'operazione come Famiglia Della Valle un importo di oltre 400 milioni di euro) era determinata dal fatto che intendevamo, con una strategia industriale molto precisa, poter aumentare nel medio periodo il valore del gruppo, tenendo altresì conto che si dovranno affrontare mercati difficili ed imprevedibili a livello macroeconomico in tutto il mondo. Il prezzo da noi offerto è stato calcolato tenendo conto di programmi futuri e strategie accurate; pertanto fin dall'inizio non abbiamo mai fatto menzione, né dato aperture, a una sua modifica» si legge nella nota di DeVa Finance.

«Chi ha deciso di mantenere le proprie azioni - prosegue il comunicato diramato a seguito dei risultati dell’Opa - avendo letto le motivazioni dell'offerta, da noi illustrate nel documento di offerta, vuol dire che condivide la nostra visione e la sua esecuzione; pertanto da domani lavoreremo tutti per ottenere nei tempi necessari la realizzazione di un'operazione che spero ed auspico sarà di grande successo. Le forti basi strutturali del gruppo, la fedeltà dei nostri consumatori, la desiderabilità dei nostri marchi, la competenza dei nostri artigiani e dei manager che guidano il gruppo saranno di grande aiuto alla realizzazione del progetto».

L’addio alla Borsa

L’annuncio era arrivato a inizio agosto. La Famiglia Della Valle aveva comunicato di voler «fare un grande investimento nel gruppo Tod’s per accelerarne lo sviluppo» con l’obiettivo di valorizzare i singoli marchi posseduti dalla società, «dando loro una forte visibilità individuale e una grande autonomia operativa». La nota proseguiva: «Il perseguimento di questi obiettivi di medio e lungo periodo sarebbe meno agevole mantenendo lo status di società quotata, stanti le limitazioni derivanti dalla necessità di riportare risultati soggetti a verifiche di breve periodo».

Il periodo d’altra parte, resta complesso a livello di congiuntura economica e, come ha dimostrato Kering, il lusso potrebbe non essere immune dagli effetti di un’inflazione alta e un’economia in recessione. La tempistica, quindi, sarebbe stata adatta per il delisting del gruppo di Brancadoro. Tanto più che, secondo gli accordi presi con il patron di Lvmh Bernard Arnault, nel caso in cui la famiglia Della Valle volesse cedere a terzi le proprie quote, il diritto a fare quella che in gergo di definisce “la prima offerta” sarebbe proprio dell’imprenditore del lusso francese. Nel patto parasociale stipulato tra i due, infatti, ci sono le classiche clausole di “put & call”. Ma prima di guardare oltre resta da capire cosa deciderà di fare la famiglia Della Valle per chiudere la partita dell’Opa e del delisting.

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