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Tod’s investe l’11% in più per reagire al calo del fatturato (-4,7%)

Ricavi semestrali a 454,6 milioni, Roger Vivier in controtendenza (+10,1%)

di Giulia Crivelli


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2' di lettura

Un semestre da interpretare, quello del Gruppo Tod’s, andando oltre ai “semplici” numeri. Due indicatori importanti sono in crescita, il primo a doppia cifra: gli investimenti sono passati da 20,1milioni del periodo gennaio-giugno 2018 a 22,4 milioni (+11,5%). Poi c’è l’occupazione diretta (alla quale andrebbe aggiunto l’indotto sul territorio): gli organici del gruppo sono passati da 4.725 unità a 4.809 (+2%), grazie a nuovi ingressi nell’intera scala gerarchica, dai giovani che intraprendono il percorso di formazione per diventare maestri artigiani al personale della rete distributiva diretta, fino ai manager assunti per rafforzare aree strategiche come il marketing, la comunicazione e lo sviluppo digitale.

Altri indicatori, altrettanto importanti, sono in calo: il fatturato complessivo dei quattro marchi in portafoglio al gruppo guidato da Diego Della Valle (Tod’s, Hogan, Fay e Roger Vivier) è passato da 476,9 a 454,6 milioni (-4,7% a cambi correnti, -5,7% a cambi costanti). Sugli indici di redditività pesa l’applicazione del nuovo principio contabile IFRS16, che ha avuto effetti negativi anche su altri gruppi quotati della moda e del lusso, come Aeffe. L’ebitda è stato di 80,4 milioni, pari al 17,7% del fatturato, l’ebit di 5,8 milioni e l’utile netto è negativo per sei milioni, «nche a causa dei maggior oneri finanziari legati all’applicazione dei principi IFRS16», spiega la nota diffusa ieri dopo il cda che ha approvato la relazione semestrale. Tra i marchi del gruppo, ha continuato la sua corsa Roger Vivier, quello con il posizionamento più alto: il fatturato è passato 90,4 a 101 milioni (+11,6% a cambi correnti, +10,1% a cambi costanti), mentre gli altri brand hanno chiuso il semestre in calo, a partire da Tod’s, al quale è riconducibile la maggior parte dei ricavi, passati da 256,2 milioni a 231,2 (+9,7%).

L’interpretazione dei numeri alla quale accennavamo la dà in primis Della Valle, presidente e amministratore delegato del gruppo: «I dati di questo semestre sono il risultato provvisorio di una politica di investimenti superiori al previsto, che abbiamo deciso di fare con convinzione, per aumentare la visibilità dei marchi in un contesto fortemente competitivo». Convinzione confermata da un’altra affermazione di Della Valle: «La mia famiglia e io continueremo a comperare azioni del gruppo, pensando al futuro a medio e lungo termine dell’azienda e di tutte le persone che ci lavorano e l’hanno fatta diventare un player globale del lusso e che restano l’asset più importante».

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