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Tod’s, Della Valle finanzia Opa con maxi prestito da 420 mln, in pegno il 49% del gruppo

L'obiettivo resta il delisting. Per rimborsare il debito possibile anche la valorizzazione di singoli marchi che verranno "societarizzati"

di Enrico Miele

(REUTERS)

3' di lettura

Dalla creazione di varie società per gestire i singoli marchi di Tod’s fino al prestito da 420 milioni di euro – erogato da Bnl, Credit Agricole e Deutsche Bank – per finanziare la famiglia Della Valle e portare a termine il delisting del gruppo. Emergono diversi dettagli nel documento di offerta dell’Opa totalitaria che la holding del fondatore lancerà su Tod’s per portarla fuori da Piazza Affari. Offerta che scatterà il 26 settembre visto che è stato appena incassato l’ok da Consob al relativo documento. L’opa, tecnicamente, è promossa da DeVa Finance Srl, a sua volta detenuta da Di.Vi. e indirettamente controllata da Diego Della Valle: avverrà a 40 euro per azione, per un corrispettivo massimo di 338 milioni circa.

La "societarizzazione" dei marchi

Tra gli obiettivi dell'operazione c’è quello di valorizzare i singoli marchi del gruppo Tod’s (come Tod’s, Roger Vivier, Hogan e Fay), «dando loro una forte visibilità individuale e una grande autonomia operativa». Strategia che potrebbe essere perseguita «anche attraverso la creazione di più società ad hoc, in ciascuna delle quali concentrare l’attività propria dei singoli marchi», pur sapendo che «questo tipo di interventi possa riflettersi sui conti, nel breve termine» (altro elemento portato a supporto delle motivazioni del delisting).

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Ferragni assente nel cda sull'operazione

A copertura del fabbisogno finanziario, derivante dagli obblighi di pagamento connessi all’opa, la holding di Della Valle ha poi sottoscritto un prestito a medio termine con le banche finanziatrici – Bnl Bnp Paribas, Credit Agricole Corporate & Investment Bank e Deutsche Bank – per complessivi 420 milioni. A garanzia, Di.Vi ha dato in pegno al pool di istituti il 49% del gruppo della moda. Inoltre, se l’opa non dovesse raggiungere il 90% del capitale di Tod’s, si legge ancora, l’obiettivo è in ogni caso quello di «conseguire il delisting mediante la fusione». Tra le curiosità, anche l’assenza di Chiara Ferragni alla riunione del cda che ieri ha approvato il documento di offerta.

Il possibile rimborso del debito

Per quanto riguarda il rimborso futuro del maxi-finanziamento tra le ipotesi c’è anche quella di usare i proventi derivanti da eventuali «operazioni di valorizzazione dei marchi del gruppo Tod’s, ove le condizioni di mercato consentano un’adeguata valorizzazione dei suddetti assets». Queste valorizzazioni, si spiega nel dettaglio, potranno consistere in «operazioni straordinarie aventi a oggetto una o più delle società (esistenti o di nuova costituzione) deputate alla gestione dei singoli marchi del gruppo Tod’s». Ma qui è la stessa società a precisare subito dopo che, ad oggi, «non sono state assunte decisioni in merito a operazioni» di questo tipo e che allo stato attuale gli azionisti «non hanno sviluppato alcuno specifico progetto o piano di azione al riguardo».

La ratio industriale

L’operazione di delisting viene spiegata nel dettaglio anche nei suoi fondamentali industriali: con la creazione di più società ad hoc, in ciascuna delle quali concentrare l’attività propria dei singoli marchi, Della Valle «intende rafforzare il posizionamento dei suddetti marchi nella parte alta del mercato della qualità e del lusso», ampliandone la gamma e ponendo «grande attenzione» che «sarà altresì riposta nell’ottimizzazione della rete distributiva mondiale». Tutto questo, si ribadisce più volte, può essere «più efficacemente perseguito da una società non quotata e ad azionariato ristretto e, come tale, priva delle limitazioni derivanti dalla necessità di ottenere risultati comunque soggetti a verifiche di breve periodo e dalla regolamentazione applicabile alle società quotate». E, sebbene ridisegnare la struttura e l’organizzazione dei marchi «possa comportare grandi vantaggi e opportunità da cogliere nel medio-lungo termine», è possibile che questo tipo di interventi, come già detto, «possa riflettersi sui conti, nel breve termine». Inoltre, come società non più quotata, Tod’s potrebbe dar corso alle «operazioni di societarizzazione dei marchi con maggiore flessibilità operativa e organizzativa e, quindi, con maggiore tempestività ed efficienza».Per tutte queste ragioni, la holding dei Della Valle è convinta di promuovere l’opa «pur consapevole delle sfide che attendono» Tod’s, visto che «vanno infatti considerate le meno favorevoli condizioni competitive, sia sotto l’aspetto della distribuzione e comunicazione, che per quanto riguarda l’organizzazione produttiva».

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