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Tod’s, Della Valle (con Arnault) lancia l’Opa a 40 euro per il delisting. Ai francesi prelazione in caso di uscita futura

Operazione sul 25,5% del capitale con un premio del 20,3% sulla chiusura di ieri

di Redazione Finanza

Reuters

3' di lettura

Tod's si prepara a salutare Piazza Affari, lasciando la Borsa milanese orfana di uno dei marchi più celebri del lusso legato all'abbigliamento made in Italy.

La DeVa Finance Srl, infatti, detenuta dalla Di.Vi. Finanziaria di Diego Della Valle, e da lui stesso controllata indirettamente, ha deciso di promuovere un'offerta pubblica di acquisto volontaria per acquisire la totalità delle azioni ordinarie di Tod's, pari al 25,55% del capitale sociale (dedotte le quote già possedute), e ottenere così la revoca delle azioni dalla quotazione a Piazza Affari.

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Della Valle pagherà un corrispettivo pari a 40 euro per ciascuna azione portata in adesione. L’Offerta incorpora un premio del 20,3% sulle quotazioni di ieri e, in caso di totale adesione, varrà complessivamente 338 milioni.

L’accordo con Arnault

L'operazione, come emerge dal comunicato, è fatta dai Della Valle di concerto con Bernard Arnault di Lvmh, che tramite la Delphine possiede il 10% della maison marchigiana. In particolare, la Delphine si è impegnata nei confronti di Della Valle, e fino alla conclusione dell'offerta, a non cedere, trasferire o disporre a favore di terzi, e a non portare in adesione all'offerta, le azioni detenute.

Si tratta, in pratica di un accordo parasociale, che porta la quota in mano all'offerente quasi al 75% (da qui l'opa solo sul restante 25,55%).

Non solo: nel patto parasociale ci sono le classiche clausole di put & call, ma che assumono forse una sfumatura diversa alla luce delle dichiarazioni sempre ribadite da Della Valle sugli scenari legati all’eventuale cessione del gruppo (“se un giorno decidessi di vendere Tod’s, fiducia al 100% in Bernard Arnault”, ha ripetuto piu’ volte). Entrando nel dettaglio, secondo quanto ricostruito da Radiocor è previsto il diritto di co-vendita di Delphine: nel caso in cui il patron di Tod’s decidesse di vendere a terzi oltre il 50% delle quote, anche la famiglia francese avrebbe la possibilita’ di vendere il suo pacchetto alle stesse condizioni. Poi c’e’ il diritto di trascinamento (se Della Valle vendesse l’intera quota, anche la Delphine dovrebbe fare altrettanto) e, soprattutto, quello di prima offerta: “A seguito del delisting, qualora Di.Vi. o Delphine intendano avviare negoziati con terzi per la cessione di azioni di rispettiva titolarita”, Delphine o Di.Vi. (a seconda del caso) avranno il diritto di prima offerta’ sulle azioni poste in vendita dall’altro socio. Come opzione ’put’ e’ previsto invece che Delphine abbia il diritto di vendere a Della Valle tutte le quote dopo che si sara’ arrivati, tra le altre circostanze, al decimo anniversario del delisting. L’opzione ’call’ infine fissa la possibilita’ per Della Valle di acquistare tutta la quota di Delphine al termine del dodicesimo anniversario dell’addio a Piazza Affari.

Le motivazioni

Ma perché la mossa del delisting? «L'obiettivo è quello di valorizzare i singoli marchi del gruppo (come Tod's, Roger Vivier, Hogan e Fay), dando loro una forte visibilità individuale e una grande autonomia operativa», rafforzando il loro posizionamento «nella parte alta del mercato della qualità e del lusso». E per questo, i Della Valle ritengono che «il perseguimento di questi obiettivi di medio e lungo periodo sia meno agevole mantenendo lo status di società quotata, con le limitazioni derivanti dalla necessità di ottenere risultati comunque soggetti a verifiche di breve periodo».

Quanto al corrispettivo, l'offerta incorpora un premio pari al 20,37% rispetto all'ultimo prezzo di chiusura, pari a 33,23 euro. L'esborso massimo in caso di adesione totalitaria all'offerta da parte di tutti i possessori delle azioni sarà pari a poco più di 338 milioni di euro.

La soglia del 90%

Tra le condizioni di efficacia, c’è il raggiungimento di una soglia di adesioni per arrivare a una partecipazione superiore al 90%. E nel caso i presupposti per il delisting non si verificassero a esito dell'offerta (inclusa l'eventuale estensione del Periodo di Adesione o l'eventuale Riapertura dei Termini), Della Valle si riserva la facoltà di conseguire il delisting mediante la fusione.

Quanto al patto parasociale con Arnault, tra i dettagli emerge come a seguito del delisting, Delphine avrà il diritto di nominare un componente del consiglio di amministrazione di Tod's. Infine, tra i due soci ci sarà il diritto di co-vendita, di trascinamento e di prima offerta: a seguito del delisting, qualora Della Valle o Delphine intendano avviare negoziati con terzi per la cessione di azioni di rispettiva titolarità, Delphine o Della Valle (a seconda del caso) avranno il diritto di prima offerta sulle quote poste in vendita. Del resto, sul tema, Della Valle è sempre stato chiaro, dichiarando a più riprese che se mai un giorno dovesse vendere avrebbe piena fiducia in Arnault.

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