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Tod’s, Della Valle rinuncia al delisting

Dopo il fallimento dell’Opa, DeVa Finance non avanzerà la richiesta di procedere alla fusione mediante incorporazione

(ANSA)

2' di lettura

DeVa Finance non avanzerà la richiesta di procedere alla fusione mediante incorporazione di Tod’s rinunciando anche al conseguente ritiro delle azioni da Piazza Affari. Lo si legge in una nota in cui viene indicato che DeVa Finance ha preferito tenere conto delle indicazioni giunte dal mercato e non procedere ad un’operazione che potesse essere ritenuta ostile o quantomeno ’not market friendly’.

Della Valle: «Sviluppo dei singoli marchi»

«Il valore di 40 euro per azione offerto al mercato - ha commentato Diego Della Valle, ammministratore unico di DeVa Finance e presidente, amministratore delegato e azionista di controllo di Tod’s - era frutto di un’attenta analisi fatta con correttezza e trasparenza. Prendiamo comunque atto che parte dei nostri azionisti ha ritenuto il valore del gruppo Tod’s significativamente più alto della nostra valutazione ed ha preferito rimanere in possesso delle sue azioni».

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«Raccogliamo questo messaggio con attenzione - ha aggiunto - e come incitamento a portare avanti i nostri piani, che passano attraverso lo sviluppo dei singoli marchi e la loro valorizzazione patrimoniale, che crediamo abbiano grandi margini di crescita nel medio periodo».

Il target mancato

L'offerta pubblica di acquisto lanciata da Deva Finance della famiglia Della Valle sul Tod's si era conclusa a ottobre non raggiungendo l'obiettivo del 90% del capitale: le adesioni, infatti, erano state pari al 48,9% delle azioni oggetto dell'offerta (pari al 25,5% del capitale sociale). Alle azioni portate in Opa si era sommato il 63,6% del capitale di Tod’s detenuto dalla famiglia Della Valle (pari al 75,5% dei diritti di voto) e il 10% in portafoglio a Lvmh tramite la holding Delphine (8% diritti di voto). Quota quest'ultima che il gruppo francese del lusso intende continuare a detenere, in accordo con la famiglia Della Valle.

L’ipotesi di un «piano B» per un delisting del titolo era stata già dichiarata da DeVa Finance nel documento d’offerta: opzione che sarebbe dovuta passare per l’approvazione di una assemblea straordinaria e il riconoscimento ai soci che non avessero appoggiato la delibera di un diritto di recesso. La decisione di venerdì sera toglie ogni dubbio: stop al piano di delisting, Tod’s resta a Piazza Affari

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