La giornata

Europa rialza la testa e chiude positiva, venti di guerra favoriscono petrolio

Dopo un avvio in salita, i mercati hanno trovato la strada dei rialzi nonostante lo scetticismo che sembra prevalere in attesa del nuovo round negoziale Usa-Cina in programma giovedì per cercare di risolvere le dispute commerciali e nonostante le notizie che giungono dal Medio Oriente dove la Turchia appare decisa a invadere il nord della Siria con il via libera della Casa Bianca.

di Andrea Fontana e Corrado Poggi


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5' di lettura

Chiusura di giornata in buon rialzo per le principali piazze europee dopo i ribassi della scorsa settimana che avevano riportato gli indici sui valori di un mese fa. Nonostante lo scetticismo che sembra prevalere in attesa del nuovo round negoziale Usa-Cina in programma giovedì per cercare di risolvere le dispute commerciali e nonostante le notizie che giungono dal Medio Oriente dove la Turchia appare decisa a invadere il nord della Siria con il via libera della Casa Bianca, i mercati europei sono riusciti a risalire la china dopo un avvio in salita (ma a Wall Street gli indici restano inchiodati sulla parità dopo un avvio in calo). A fornire una spinta ai mercati è stato anche il rialzo del prezzo del greggio (che ha beneficiato i titoli del settore energetico), rialzo che sembra da rapportare direttamente al timore che l’offensiva in Siria possa portare a un’escalation di tensioni nell’area. Al termine della seduta, il Ftse Mib ha terminato in rialzo dello 0,85% mentre fra le altre principali piazze europee, da segnalare Parigi (+0,58%), Londra (+0,64%) e Francoforte (+0,72%). Fra i titoli giornata sugli scudi per Saipem che ha guadagnato il 2,98% dopo aver l’annuncio di tre nuovi contratti per 145 milioni di dollari nell’offshore dell’Azerbaijan. Nel settore energetico bene anche Eni (+0,80%), Enel (+1,35%) e Tenaris (+1,17%). Bene anche Amplifon (+3,73%) in rimbalzo dalla soglia tecnica di 21,30 euro.

Recuperano le banche sul finale
A Milano gli investitori sembrano non aver risentito della nota di aggiornamento dell’Istat secondo cui “l’indicatore anticipatore ha mantenuto un profilo negativo, suggerendo il proseguimento della fase di debolezza dei livelli produttivi”. Nella nota di aggiornamento, l’Istat ha inoltre rilevato come la fiducia delle imprese abbia “evidenziato un lieve calo e per le imprese manifatturiere si è rilevato un peggioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle attese sulla produzione, mentre quelli sulle scorte di magazzino sono rimasti stabili”. A questa disamina hanno fatto da contrappeso le parole del ministro dell’economia Roberto Gualtieri secondo le stime Istat per il 2020 (attualmente allo 0,6%) sono prudenti. Tornando alle blue chips, hanno terminato tutti in territorio positivo i titoli del comparto bancario: UniCredit ha guadagnato lo 0,88%, Ubi Banca il 2,20%, Mediobanca lo 0,49%, Intesa Sanpaolo 0,38%, Banco Bpm l’1,31% Bper Banca lo 0,38%.

Scivolone di Safilo dopo rialzi scorsa settimana

Nel listino allargato invece crollo del 9,55% per Safilo. Se la scorsa settimana voci di un possibile interesse del gruppo Kering per l'azienda veneta dell'occhialeria avevano fatto decollare le quotazioni (+23% in quattro sedute) oggi l'annuncio del rinnovo dell'accordo di fornitura con Gucci, brand proprio appartenente al gruppo francese, ha di fatto spento le speculazioni e innescato le vendite.

Nuovo crollo per Bio-On, vole invece Cyberoo all'esordio

La prima seduta di contrattazioni della nuova settimana ha fatto registrare anche il crollo del 20% fatto registrare da Bio-on dopo che la Consob ha confermato di star valutando “tutti gli aspetti” del caso dell’azienda bolognese, da tempo sotto attacco da parte del fondo americano Quintessential, che ne contesta la solidità e veridicità del business. Il listino Aim su cui è quotata Bio-on in realtà non è sottoposto alla vigilanza della Consob, tranne che nei casi di possibile market abuse. Da qui i controlli e le verifiche avviate a 360 gradi dalla Consob già da fine luglio dopo le forti prese di posizione del fondo statunitense contro Bio-on. Attività tutt'ora in corso che non avrà esiti immediati. A stretto giro è arrivata anche la replica della società che in una nota ricorda “di essere stata lei stessa a depositare a inizio agosto un esposto contro il fondo per market abuse e relativi reati di manipolazione, portato anche a conoscenza di Consob”. Debutto invece da sogno per Cyberoo: la società emiliana ha infatti terminato il suo primo giorno da quotata con un rialzo del 51,5% e una capitalizzazione fissata a 41,16 milioni di euro. Fra i titoli quotati sulle altre principali piazze europee, da registrare il rialzo del 2,9% messo a segno da ArcelorMittal mentre Publicis Group ha perso il 2,7%. A Londra male Royal Mail (-1,83%) mentre Easyjet ha guadagnato il 3,43%.

BTP, spread stabile. Centro Studi Confindustria: spazio per altri cali
Il differenziale di rendimento tra il nuovo BTp decennale benchmark (Isin IT0005383309) e il pari scadenza tedesco viaggia a 152 punti base, uin linea con il closing di venerdì. Stabile il rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta allo 0,92 per cento. Il rendimento del BTp decennale è caduto al minimo storico di 0,82% a inizio settembre, da 2,57%nella prima metà del 2019, «ma è ancora ampio lo spread con le altre grandi economie dell'Eurozona: il calo dei tassi sovrani italiani, se permanente, può determinare benefici importanti anzitutto sulla spesa per interessi sul debito pubblico. Rispetto a una situazione in cui i tassi fossero rimasti nella seconda metà di quest'anno e il prossimo ai livelli della prima metà del 2019, il risparmio è stimabile in 3 miliardi nel 2019 e ulteriori 3,8 nel 2020. Un vantaggio significativo», si legge nel Rapporto del Centro Studi Confindustria che stima risparmi per il Tesoro per 6,8 miliardi di euro nel biennio 2019-20 dalla contrazione delle spese degli interessi sui titoli di Stato.

LEGGI ANCHE / Borse, sotto la lente le banche centrali e l'industria europea

Economia sotto la lente
I due temi che tengono i mercati sulle spine, intrecciati l’uno all’altro, sono i rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina e l’andamento dell’economia globale. Il mercato teme che un mancato accordo tra i due Paesi possa pesare sui commerci internazionali e dunque su un’economia che, soprattutto in Europa ma anche negli Stati Uniti, mostra inequivocabili segnali di rallentamento. Il mercato spera che proprio questa grave incertezza sulla congiuntura possa spingere la Federal Reserve, cioè la banca centrale Usa, a tagliare ancora i tassi. Venerdì due esponenti della Fed hanno aperto a questa ipotesi.

D’altro canto, però, le speranze sulle banche centrali si scontrano anche con la crescente sensazione - sui mercati - che ormai le politiche monetarie ultra-espansive abbiano perso slancio. Secondo il sondaggio che mensilmente conduce Bank of America tra centinaia di gestori al mondo, l’impotenza delle banche centrali è il secondo maggior rischio sui mercati dopo la guerra commerciale. Dunque il mercato spera che la Fed intervenga con un taglio dei tassi, ma teme che - in ogni caso - gli effetti saranno limitati. Ed è proprio questa sensazione di essere in un vicolo cieco a lasciare i mercati in balia dei dati economici che escono ogni giorno.

Gli appuntamenti economici
In Cina i mercati sono ancora chiusi per la festa dei 70 anni della Repubblica popolare cinese. Questa mattina, dall’Istat, è arrivata anche la Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana: l'indicatore anticipatore ha mantenuto un profilo negativo, suggerendo il proseguimento della fase di debolezza dei livelli produttivi. Per quanto riguarda la reazione delle banche centrali, oggi sono da monitorare il discorso di Jerome Powell (presidente della Fed Usa) e di Esther George (Federal Reserve Bank di Kansas City).

Infine, l’ultimo elemento da monitorare è l’andamento dei negoziati su Brexit. La settimana sarà scandita anche dall’Eurogruppo (il 9 ottobre).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Indice Eurostoxx 50

Indice Ftse Mib

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