la giornata dei mercati

Borse, 2021 parte di slancio: +6,4% Londra in prima settimana dopo l'intesa su Brexit

Nella prima settimana del 2021, Piazza Affari ha guadagnato il 2,5% e tutti i listini europei sono stati brillanti. Delude il rapporto sull'occupazione Usa: a dicembre primo calo dei posti di lavoro dopo otto mesi

di Andrea Fontana e Flavia Carletti

La Borsa, gli indici di oggi 8 gennaio 2021

4' di lettura

Le Borse europee hanno chiuso con rialzi contenuti una prima settimana di 2021 molto brillante con l'Eurostoxx50 salito complessivamente dell'1,8% e il Ftse Mib di Piazza Affari del 2,5%. La protagonista della settimana è stata però la Borsa di Londra che, dopo l'intesa commerciale tra Regno Unito e Unione europea sulla Brexit, ha guadagnato il 6,4%. Nella seduta di venerdì 8 gennaio, gli indici europei hanno tuttavia viaggiato con il freno tirato: Milano ha guadagnato lo 0,21%, Francoforte lo 0,58%, Parigi lo 0,65%. Sottotono Wall Street nel giorno in cui sono stati pubblicati i dati sul mercato del lavoro a stelle e strisce: a dicembre sono stati persi più posti di lavoro del previsto, portando il totale dell'anno a 9,37 milioni, dato peggiore dal 1939.

In generale, l'attenzione degli investitori in questi giorni si è concentrata sulla politica di Oltreoceano: se i mercati non sono stati scalfiti dalle proteste di Washington Dc e dall'assalto al Campidoglio, hanno avuto una reazione positiva alla vittoria in Georgia dei democratici. Con la maggioranza nei due rami del Congresso Usa, c'è attesa per la possibilità che il presidente eletto Joe Biden possa varare un grande piano infrastrutturale, dando fiato a una economia duramente colpita dal Covid-19. Mentre, non si teme per ora un aumento delle imposte, per due motivi: la fragilità dell'economia e l'equilibrio in Senato, dove solo il voto della futura vicepresidente Kamala Harris darà la maggioranza ai democratici, costringendo quindi il partito a scegliere politiche moderate che possano essere approvate anche da alcuni repubblicani.

Loading...

«Crediamo che i dati deboli sui non farm payrolls possano aumentare le possibilità che Biden possa spingere per un nuovo relief plan, grazie anche alle vittorie dei rappresentanti democratici nei ballottaggi in Georgia per gli ultimi due seggi disponibili al Senato che ha portato il Congresso a essere più favorevole a Biden (anche se per un “bill” di stimoli serviranno 60 voti favorevoli nella camera alta) - commenta Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia - Riteniamo possibile che, nel breve (entro fine marzo), possa essere approvato un nuovo “relief plan” che possa portare fino a 2 mila dollari l’assegno diretto alle famiglie americane, come previsto in precedenza da democratici e amministrazione Trump, ma che aveva trovato l’ostacolo dell’establishment repubblicano. Un relief plan da 500 miliardi di dollari da approvare nel primo trimestre 2021».

In Eurozona e in Italia disoccupazione in calo

Per quanto riguarda i dati macro, sotto i riflettori soprattutto i numeri sul mercato del lavoro nell'Eurozona e in Italia in particolare. A novembre 2020 il tasso di disoccupazione nell’area euro è calato a 8,3% da 8,4% di ottobre e in rialzo rispetto a 7,4% un anno prima. Nella Ue 7,5%, in calo rispetto a 7,6% a ottobre e in rialzo da 6,6% un anno prima. Lo indica Eurostat. In Italia calo a 8,9% dopo 9,5% a ottobre (9,6% un anno prima).

A Milano Amplifon guida il recupero del settore sanitario

A Piazza Affari la migliore è stata Amplifon insieme ad altri titoli del settore sanitario come Recordati e Diaorsin. Gli acquisti hanno premiato anche St (+1,91%), che però ha chiuso sotto i massimi intraday, dopo aver pubblicato ricavi preliminari del 2020 sopra le attese, in una quadro positivo per il settore tecnologico grazie ai risultati preliminari del colosso sudcoreano Samsung. Ha chiuso in rialzo, in controtendenza rispetto al comparto bancario, Unicredit (+1,82%) che, secondo indiscrezioni stampa, potrebbe cedere ad Amco crediti deteriorati per 20 miliardi di euro. Si tratta di una mossa che potrebbe favorire l'operazione di aggregazione con Mps (+0,89%). Sul fronte dei cambi, l’euro vale 1,2245 dollari (1,2216 in avvio e 1,2272 ieri in chiusura) e 127,242 yen (127,15 e 127,35), mentre il rapporto dollaro/yen è a 103,891 (104,07 in avvio).

Fca arretra, S&P alza rating dopo ok a Stellantis

In coda al segmento principale di Piazza Affari ha chiuso Interpump, perdendo il 4,2%. I titoli, sui massimi storici, sono stati colpiti dai realizzi. Le prese di beneficio hanno penalizzato anche Buzzi Unicem (-1,89%), che era stato tra i titoli a beneficiare di più degli acquisti dopo la vittoria dei democratici in Georgia, sulla speranza del varo di un grande piano infrastrutturale negli Stati Uniti. Debole anche Fca (-1,85%). Le azioni del gruppo automobilistico italo-statunitense erano salite molto a inizio settimana dopo il via libera dei soci alla fusione con Psa per la nascita di Stellantis. Intanto l'agenzia S&P ha alzato il rating di Fca a BBB- da BB+ proprio a valle dell'ok alla aggregazione.

BTp, spread chiude a 103 punti, vicini i minimi da 5 anni

Chiusura in calo per lo spread BTp/Bund che ha terminato in prossimità dei minimi di giornata grazie al rally dei titoli di stato italiani. La seduta negativa del Bund ha amplificato l'effetto sulla forbice di rendimento rispetto al decennale tedesco e lo spread BTp/Bund ha potuto così avvicinare la soglia dei 100 punti base: un livello che non viene varcato al ribasso dal dicembre 2015. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005422891) e il pari durata tedesco e' stato fissato a 103 punti base dai 110 punti del closing precedente. Aggiorna i minimi storici il rendimento del BTp benchmark decennale che ha chiuso la seduta in prossimità dei minimi di giornata allo 0,54% (dopo un minimo allo 0,52%) dallo 0,56% della vigilia.

Andamento dello spread Btp / Bund
Loading...


Dollaro si indebolisce dopo dati Usa, Bitcoin sopra 41mila $

Sul fronte dei valute, il cambio euro-dollaro è tornato a salire avvicinandosi alle posizioni del 7 gennaio dopo il dato americano che sta penalizzando il biglietto verde: sono necessari 1,2250 dollari per un euro(1,2272 di giovedì sera). In leggero recupero la sterlina a 0,9017 per un euro in scia ai programmi di vaccinazione del Regno Unito. Il bitcoin è ancora da record: superata anche la soglia dei 41mila dollari.
Acquisti sul petrolio, con il Wti febbraio che sale a 51,6 dollari al barile e il Brent marzo che cresce a 55,4 dollari, ancora in scia al fatto che nei giorni scorsi l'Arabia Saudita ha deciso unilateralmente di tagliare la produzione nei prossimi due mesi.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)


Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti