la giornata dei mercati

Borse scettiche sui piani anti crisi. Wall Street in profondo rosso

Fallisce il tentativo di rimbalzo: preoccupa la diffusione del Covid-19 fuori dalla Cina, in California dichiarato lo stato di emergenza. A Milano forti vendite sulle banche e sul calcio quotato

di Chiara Di Cristofaro e Cheo Condina

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(Reuters)

Fallisce il tentativo di rimbalzo: preoccupa la diffusione del Covid-19 fuori dalla Cina, in California dichiarato lo stato di emergenza. A Milano forti vendite sulle banche e sul calcio quotato


3' di lettura

Le Borse europee falliscono il rimbalzo e chiudono in rosso anche per l'andamento negativo di Wall Street che peggiora col passare delle ore e perde oltre il 3%. Nonostante le principali istituzioni mondiali, a partire da Fmi, World Bank e Oms, oltre alla Fed (con un taglio di 50 punti base ai tassi), si siano spese per un sostegno all'economia contro il coronavirus, i mercati hanno dunque reagito con scetticismo ai nuovi numeri sul contagio, che hanno causato anche la dichiarazione di stato di emergenza da parte della California. Anche l'attesa per la riunione della Bce di settimana prossima e le misure annunciate dal Governo Conte per 7,5 miliardi non hanno sorretto Milano, che ha comunque chiuso a -1,78% sopra i minimi di giornata.

Sulle Borse europee il tema del giorno sono state le compagnie aeree con la britannica Flybe, già traballante, che è entrata in amministrazione controllata per il crollo delle prenotazioni: in tutto la Iata stima possibili danni a livello globale per le compagnie fino a 113 miliardi. A Milano, invece, forti vendite sui finanziari, a partire da Ubi Banca (-5,8%) e Unipol (-5%), su Salvatore Ferragamo (-5%) e sulla Juventus Fc (-5,8%) che va ko con tutto il calcio quotato sulle incertezze legate al proseguo del campionato e sulle partite da disputare a porte chiuse. Si salvano solo Leonardo - Finmeccanica (+1%) ed Exor (+1,1%). In rialzo il petrolio con il Wti a 47 dollari (+0,6%). Sul valutario, l'euro è in rialzo e quota 1,118 dollari (da 1,1125) e 119,37 yen mentre il dollaro/yen si attesta a 106,7. Lo spread si riallarga a 175 punti base.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Governi e banche centrali non bastano a risollevare il sentiment
La maggior propensione al rischio vista mercoledì4 è dettata in parte dalla scommessa su un intervento di stimolo fiscale per contrastare la crisi e in parte dalle notizie in arrivo dalle primarie democratiche negli Usa, con Joe Biden in vantaggio su Sanders. In più, dopo la Fed, si aspettano le contromosse della Bce. «Fondamentale però è il contenimento dell’epidemia, in Cina per ora ci sono riusciti», commenta Luigi Nardella di Ceresio Investors. «Dopo un mese in cui il Paese si è praticamente fermato ora l’attività produttiva sembra – dai dati sul consumo di carbone – essere ripartita. Se lo shock all’economia è limitato nel tempo la ripresa sarà molto rapida». Quello che preoccupa ora sono i dati al di fuori della Cina: «Si è assistito a un’esplosione dei contagi in Sud Corea, Italia e Iran, Paesi in cui la situazione rimane critica. In altri Paesi europei e negli Stati Uniti i contagiati sono ancora molto pochi ma crescono ad un ritmo sostenuto. L’evoluzione dell’epidemia nei prossimi giorni è cruciale, gli stimoli monetari hanno pochissima efficacia se la vita non torna alla normalità», aggiunge Nardella.

Usa, sussidi disoccupazione peggio di attese
Intanto, nei sette giorni conclusi il 29 febbraio, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è diminuito meno di quanto atteso dagli analisti. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono diminuite di 3.000 unità a 216.000 unità (invariato a 219.000 il dato della settimana precedente). Le attese erano per 215.000 unità. La media delle ultime quattro settimane, un misura più stabile del dato, è salita di 3.250 unità dalla settimana precedente a 213.000 unità. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione da più di una settimana – relativo alla settimana terminata il 22 febbraio, l'ultima per la quale è disponibile il dato – ha registrato un rialzo di 7.000 unità a 1,729 milioni.

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