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Piazza Affari “maglia nera” della settimana in Europa

L'andamento negativo della seduta di venerdì 22 aprile (-2,12% Milano), sulla scia delle parole del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha pesato sulla performance dell'ottava

di Flavia Carletti e Enrico Miele

Aggiornato alle 19.30

La Borsa, gli indici del 22 aprile 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - È Milano la Borsa peggiore del Vecchio Continente nell’ultima settimana di contrattazioni. L’indice Ftse Mib, infatti, dopo la chiusura per il Lunedì dell'Angelo, nell’arco delle quattro sedute successive (19-22 aprile) ha perso nel complesso il 2,3%, scivolando sul finale a causa dell’accelerazione della Fed sui tassi d’interesse. Non così il resto dei listini europei che chiudono una settimana in “rosso” ma limitano stavolta le perdite. Dopo Piazza Affari, in fondo alla classifica c'è Londra (-1,2%) mentre le altre registrano passivi minori, da Madrid (-0,5%) a Francoforte (-0,2%), fino a Parigi a ridosso della parità (-0,1%), aspettando il secondo turno delle elezioni presidenziali, con Emmanuel Macron dato in vantaggio nei sondaggi rispetto alla sfidante Marine Le Pen. Stringendo lo sguardo sui singoli titoli del listino principale milanese, la migliore è Saipem (+6,9%), grazie alla trimestrale oltre le previsioni e alla conferma della guidance sul 2022 annunciata un mese fa al mercato, assieme a Pirelli (+4,4%) e il gruppo italo-francese St (+3,3%). Settimana, invece, da dimenticare per Tim (-7,1%) alle prese con l’interesse di diversi fondi e la complessa operazione di scorporo della rete. Bilancio negativo, infine, anche per Stellantis (-6,8%) e Banca Mediolanum (-5,9%).

Il pugno duro di Powell contro l'inflazione piega i listini

L’intenzione di Jerome Powell di agire sui tassi «un po' più velocemente» del previsto ha mandato in sofferenza le Borse, dall’Europa a Wall Street, nella seduta di venerdì 22 aprile, spiazzate dal pugno duro annunciato dal presidente della Fed contro l’inflazione. L'imminente stretta di politica monetaria, che negli Usa potrebbe essere la più rapida dal 1982, unita alle incertezze sulla tenuta della ripresa economica, fiaccata dalla guerra in Ucraina e dal lockdown di Shanghai in Cina, ha così portato in “rosso” i principali listini del Vecchio Continente, che hanno chiuso senza eccezioni con perdite tra l'1 e il 2%: Parigi -1,99%, Francoforte -2,48%, Amsterdam -1,62 per cento. A pesare sull’umore dei mercati anche le trimestrali in chiaroscuro delle società Usa e il continuo aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro. In questo clima, a Piazza Affari il Ftse Mib a fine giornata ha ceduto il 2,12% mentre gli investitori attendono l'esito della revisione del rating sovrano da parte di S&P (che sarà comunicato solo in serata).

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Wall Street chiude in calo

Wall Street chiude in calo, e archivia la sua seduta peggiore dal 7 marzo. Il Dow Jones perde il 2,82% a 33.813,44 punti, il Nasdaq cede il 2,55% a 12.839,29 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,77% a 4.271,87 punti. A pesare sono le parole di Jerome Powell e l'aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro. Molti analisti credono che la Fed alzerà i tassi di 50 punti base alle prossime tre riunioni, ma c'è chi non esclude un rialzo di 75 punti a maggio. Nell'ultimo incontro della Fed, i tassi sono stati alzati (di 25 punti base) per la prima volta dalla fine del 2018. Passando ai Bond, il rendimento del titolo a 5 anni è salito sopra il 3%, superando quello del titolo a 30 anni: l'inversione della curva segnala le preoccupazioni per la crescita economica; anche il decennale è vicino ai massimi dalla fine del 2018, con un rendimento oltre il 2,91 per cento.

A Milano forti realizzi su Saipem, sulla parità Banco Bpm

Nella seduta di venerdì 22 aprile, tra i principali titoli milanesi, la peggiore è stata Saipem (-7,54%) che ha scontato i realizzi dopo il balzo a due cifre della vigilia (+11,8%) in una giornata complicata per il settore energetico, penalizzato dalla discesa del petrolio. Sul podio dei titoli peggiori anche Tim (-4,37%) e Cnh (-4,35%). Vendite su Ferrari (-3,5%) che richiamerà 2.222 vetture in Cina per possibili problemi ai freni. Tra i pochi in controtendenza Hera (+0,47%) con il Banco Bpm sulla parità (-0,03%%), dopo una seduta positiva, che ha avviato una valutazione delle offerte ricevute per il suo business bancassicurativo. La seduta è stata negativa anche per Iveco Group (-3,8%), Interpump (-3,4%), Stellantis (-3,2%) e la holding Exor (-3%). Tra i petroliferi le vendite hanno colpito anche Eni (-3%) e Tenaris (-2,7%).

Spread in rialzo a 170 pb, rendimento decennale al 2,67%

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005436693) e il pari scadenza tedesco è indicato a 170 punti base, tre in più rispetto ai 167 punti base del closing di ieri. Più sensibile il rialzo del rendimento del BTp decennale benchmark che si è attestato in chiusura al 2,67% dopo aver segnato un'ultima posizione ieri al 2,58 per cento.

Euro sotto 1,08 dollari, giù il petrolio e il gas

Sul mercato valutario, l’euro è in deciso calo a 1,0776 dollari (da 1,0856 ieri in chiusura). La moneta unica europea perde posizioni anche contro lo yen a 138,89 (da 139,43), mentre il rapporto dollaro/yen è a 128,87 (da 128,43). Seduta di raffreddamento, infine, sul fronte energetico con il gas che scambia a 94,8 euro per megawattora (-5,3%) e il petrolio in calo a 102,1 dollari (-1,6%) con il Wti di giugno e il Brent del Mare del Nord scambiato a 106,5 dollari (-1,8%).

Cina, Banca centrale pronta a sostenere le Pmi

Notizie sensibili in arrivo anche dalla Cina. La Banca centrale è pronta a fornire più supporto alle piccole e medie imprese di fronte all’aumento dei rischi sulla crescita, in uno scenario in cui i mercati finanziari nazionali non sono immuni da shock esterni e la situazione del Covid-19 ha aumentato la pressione sull’economia: il governatore Yi Gang, parlando in collegamento video al Forum di Boao per l’Asia, ha affermato che la politica monetaria è in una «gamma confortevole» e sta aiutando l’economia. «Siamo anche pronti a sostenere le piccole e medie imprese con più strumenti, se necessario», ha aggiunto Yi.

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