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Tokyo chiude stazionaria in attesa dei dati Usa sull'occupazione

dal nostro corrispondente Stefano Carrer

(AP)

2' di lettura

L’indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso oggi su livelli stabili (+0,02%) a 18.918,2 punti. Il mercato azionario giapponese, dopo il forte calo di ieri, ha oscillato in entrambe le direzioni in una fascia relativamente ristretta, tra la cautela degli investitori in vista dei nuovi dati Usa sull’occupazione e l'ormai consueto tira-e-molla tra speranze e timori per le politiche della nuova Amministrazione americana.

Un lieve apprezzamento dello yen ha continuato a pesare sui corsi, mentre sul mercato obbligazionario spicca il fatto che i tassi sui decennali nipponici siano saliti fino allo 0,15%, i massimi dal gennaio 2016 e sopra il tetto informale dello 0,1% che i traders hanno ipotizzato come soglia per la banca centrale (fino a +0,71% quelli sui ventennali, massimo dallo scorso febbraio). La tendenza rialzista dei tassi ha dato sostegno ai titoli azionari delle società del settore finanziario.

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Se pure la Banca del Giappone ha negato di voler avviare un “tapering”, per alcuni operatori l'istituto potrebbe diventare più elastico nelle sue strategie, per rintuzzare l'accusa che la politica monetaria sia finalizzata anche a deprezzare lo yen. Il vertice a Washington del 10 febbraio tra il premier Abe e Trump, con le sue incognite, finisce per sostenere lo yen.
Oggi il ministro delle Finanze Taro Aso - che accompagnerà Abe all'incontro con Trump - ha ribadito l'impegno preso in ambito G7 a evitare svalutazioni competitive.

Tra i singoli titoli a Tokyo, si segnala il balzo di Nintendo (e del suo partner DeNa) dopo il rilascio del secondo videogioco “Fire Emblem”. Intanto l'indice PMI Nikkei dei servizi segnala a gennaio un calo a 51,9 da una lettura di 52,3 a dicembre, comunque su un trend di ripresa.

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