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Tokyo ai massimi degli ultimi 29 anni: che cosa attendersi ora dalle Borse

Il Nikkei segna il record da 29 anni e le piazze Usa sono ai massimi storici. Secondo i gestori il recupero del Giappone dovrebbe continuare mentre sui listini americani è attesa maggiore volatilità

di Federica Pezzatti

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(AFP)

Il Nikkei segna il record da 29 anni e le piazze Usa sono ai massimi storici. Secondo i gestori il recupero del Giappone dovrebbe continuare mentre sui listini americani è attesa maggiore volatilità


3' di lettura

Dopo l’effetto vaccino le Borse hanno toccato nuovi massimi. Nuovo exploit in particolare per Tokyo che ritocca il top da 29 anni. Il tutto in un contesto dove anche le Borse europee sono ben intonate: da inizio novembre alla chiusura di ieri l'Eurostoxx50 ha guadagnato il 17%, Piazza Affari il 19% e dove Wall Street macina nuovi record, questa volta assoluti con il Dow Jones che, nella chiusura di ieri, si è fermato a un soffio da 30mila punti e l’S&P 500 che ha toccato 3.626, nuovo massimo assoluto se non si considera quanto realizzato (però nell’intraday) il 9 novembre quando è arrivato a 3.645.

Come già detto la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo, aggiornando i massimi degli ultimi 29 anni, spinta dall'ottimismo sull'efficacia dei vaccini anti-Covid annunciata dalle aziende farmaceutiche americane. A fine dell’ultima seduta l'indice Nikkei ha segnato infatti un +0,42% attestandosi a 26.014,62 punti, il massimo da maggio 1991.

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Tokyo, una storia travaglita
Quando si parla di Giappone bisogna però ricordarsi la storia: nel 1989 l’indice Nikkei 225 viaggiava intorno a 39mila, poi c’è stato lo scoppio della bolla che ha portato il listino anche a precipitare a quota 8mila. «Veniamo da un trentennio estremamente complesso dove la ricetta dell’economia protettiva viene dispensata fin dal 1992 – spiega Michele De Michelis, chief investment officier di Frame asset management –. A differenza del Nasdaq che si è sgonfiato repentinamente negli anni 2000 per poi ripartire, in Giappone si sono viste numerose false ripartenze. Come nel periodo tra 2003 e 2008 con un recupero e il successivo crollo. Poi il terremoto 2010 e il successivo periodo buio e il cambio di passo con l’insediamento del nuovo corso in un Paese dove la ricchezza è diffusa ma la popolazione è anziana e dove i consumi stentavano».

È stato modificato l’approccio economico e, con una lenta marcia, Tokyo, la cui economia è stata anche penalizzata negli anni dalla forza dello yen (considerata valuta forte e bene rifugio nel 2008), è ritornata nel radar degli investitori che stanno incrementando i flussi in un contesto come l’attuale in cui c’è molta liquidità sul mercato.

Maxi accordo commerciale tra Cina e 14 Paesi asiatici

Ha poi inciso sul buon umore la buona gestione del Covid, la notizia dell’arrivo dei vaccini e non ultimo la firma del Regional Comprehensive Economic Partnership (Rcep), un accordo economico che include le 10 economie dell'Asean insieme a Cina, Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda e Australia, pari al 30% circa del Pil globale.

Non va dimenticato poi che il Giappone in questi anni è diventato anche meta del turismo. Detto questo viene da chiedersi se ci troviamo di fronte ad una nuova possibile delusione? «Questa è la prima volta in cui sembra che il viaggio verso l’alto sia costante per Tokyo – spiega De Michelis – . Certo, anche qui, all’interno degli indici ci sono settori e titoli sottovalutati e altri meno. Il trend del resto si registra anche a livello globale, dove stiamo assistendo ad una rotazione dai titoli growth (le cosiddette azioni dello stay at home business) a favore dei titoli value o titoli ciclici (banche e petroliferi ). Ma non bisogna generalizzare quanto piuttosto fare selezione».

Tuttavia, secondo il gestore, le prospettive restano buone per le azioni: i tassi bassi mantengono vivo l’interesse sull’azionario (con dividendi interessanti rispetto a quanto si può trovare sull’obbligazionario). In sintesi il Nikkei, secondo De Michelis, avendo rotto i vecchi minimi decrescenti, ora sta puntando ai massimi dell’1989 ma la strada è ancora lunga. Mentre per quanto riguarda gli altri indici e l’S&P, in particolare, i target fissati dagli analisti sono più incerti e la situazione resterà più volatile.

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    Federica Pezzattiredattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: assicurazioni, inermediazione assicurativa, polizze, fondi comuni, contenzioso assicurativo e finanziario

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