I film del fine settimana

«Tolo Tolo», Zalone passa alla regia per una commedia sul tema dei migranti

Nel primo weekend del nuovo anno il grande protagonista in sala è senza dubbio il comico pugliese, che esordisce dietro la macchina da presa con un film d'attualità

di Andrea Chimento

default onloading pic
Una scena dal film “Tolo Tolo” di Checco Zalone

Nel primo weekend del nuovo anno il grande protagonista in sala è senza dubbio il comico pugliese, che esordisce dietro la macchina da presa con un film d'attualità


3' di lettura

Una nuova ambiziosa sfida nella carriera di Checco Zalone: dopo aver scritto e interpretato quattro grandi successi (da «Cado dalle nubi» a «Quo vado?, diretti da Gennaro Nunziante), il comico pugliese ha deciso di mettersi in gioco anche dietro la macchina da presa con «Tolo Tolo», film che è l'assoluto protagonista del weekend in sala.
Scritto dal neoregista insieme a un nome fondamentale del cinema italiano come Paolo Virzì, «Tolo Tolo» è ancora una volta un film in cui Zalone sceglie come soggetto un importante tema sociale della contemporaneità: l'immigrazione, in questo caso.
Poco compreso dalla madre patria, Checco viene ben accolto in Africa. Quando si troverà in mezzo a una guerra civile, sarà però costretto a rientrare in Italia, ma il suo viaggio di ritorno non sarà affatto semplice.
Checco vivrà così il dramma dei profughi africani e le disavventure di una fuga dalla propria terra piena di insidie e problematiche.

Quattro anni dopo l'incredibile successo di «Quo vado?» (che aveva ottenuto al botteghino 65 milioni e 341 mila euro, avvicinando il primato assoluto di «Avatar», miglior incasso di sempre in Italia), Zalone torna a far sorridere raccontando l'Italia di oggi, nella speranza di svettare nuovamente al box office di casa nostra.
Il film fatica a carburare, ma col passare dei minuti le gag funzionano e le trovate creative diventano sempre più efficaci con l'approssimarsi della conclusione.
Diversi passaggi sono trattati in maniera fin troppo frivola e leggera (senza, per altro, sortire grandi risate), ma allo stesso tempo sono numerose le sequenze divertenti al punto giusto, a partire da quelle maggiormente oniriche, compreso un sorprendente finale che gioca col cinema d'animazione classico.
Ciò che resta al termine della visione sono le battute e il più che discreto intrattenimento, ma non manca anche qualche interessante spunto di riflessione per ragionare sull'Italia (e gli italiani) di oggi.

Una scena dal film «Sorry We Missed You» di Ken Loach

Sorry We Missed You
Un regista invece molto più esperto è Ken Loach, da questo weekend nelle nostre sale con il suo ultimo lavoro, «Sorry We Missed You».
Al centro della trama c'è una famiglia che fatica a sbarcare il lunario nell'Inghilterra di oggi. Ricky, l'uomo di casa, ha finalmente l'occasione per migliorare il tenore di vita dei suoi cari, grazie a una proposta inattesa: se la moglie vende la sua automobile, potrà acquistare un furgone e lavorare come fattorino. La possibilità di incrementare i guadagni sembra concreta, ma nasceranno una serie di problematiche impreviste.
Presentato in concorso all'ultimo Festival di Cannes, il film conferma come Ken Loach, a 83 anni, continui a portare avanti la sua idea di un cinema basato sull'impegno sociale e sul desiderio di far riflettere gli spettatori, proponendo temi di strettissima attualità.
Come con il precedente «Io, Daniel Blake», Loach parla del mondo del lavoro, anche se in questo caso lo spunto si associa direttamente alla descrizione delle difficoltà di un nucleo familiare.

Una scena dal film «Sorry We Missed You» di Ken Loach

Non c'è soltanto la crisi economica (ma anche i complicati rapporti interpersonali) al centro di questa pellicola molto drammatica, ma attraversata da alcuni momenti più ironici, capaci di dare un tocco di leggerezza alla visione.
Alcuni passaggi sono prevedibili, altri un po' forzati dal punto di vista narrativo, ma nel complesso è un prodotto incisivo e personale, ricco di dialoghi intensi e di personaggi scritti egregiamente da Paul Laverty, sceneggiatore e fidato collaboratore di Loach.
Una nota di merito va anche all'intero cast, pienamente in parte.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti