DOCENTE ALL’UNIVERSITÀ DI FIRENZE

Tombari: «Attenzione a non creare un sistema barocco»

Ordinario di Diritto Commerciale all'Università di Firenze, name partner studio Tombari D'Angelo e Associati

1' di lettura

«Il nostro sistema di politica di corporate governance è molto evoluto e completo - spiega Umberto Tombari, ordinario di Diritto Commerciale all'Università di Firenze, name partner studio Tombari D'Angelo e Associati al forum Sole 24 Ore-Morrow Sodali sulla corporate governance -. Ma, se dobbiamo fare una critica, per certi versi è forse troppo completo, tanto da diventare barocco rispetto anche ad esperienze di altri Paesi». Il riferimento è ad esempio ai plurimi concetti e al processo di validazione dell'indipendenza dei consiglieri, meccanismi «che andrebbero semplificati».

Analogamente, se è vero che il voto di lista è «fondamentale» perché consente di garantire la «rappresentatività« è anche vero che si crea un «eccesso di stratificazione» con la presenza di una «componente esecutiva, non esecutiva, indipendente e di minoranza». Sullo sfondo, però, c'è soprattutto da rivedere il ruolo del consiglio di amministrazione. Nella prassi, il Cda lavora «molto a livello di comitati» mentre «qualche dubbio in più» esiste sul funzionamento del Consiglio «nella sua collegialità», nella sua funzione strategica, che sì «dovrebbe essere centrale» ma su cui «bisogna ancora lavorare molto».

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