Aziende verticali

Tombolini rilancia il sartoriale: «Investiamo sull’innovazione»

Dai filati ai capi finiti

di Chiara Beghelli

2' di lettura

Nell’iconografia cristiana il drago sconfitto da San Giorgio rappresenta il male, trafitto dalla lancia del santo-cavaliere. San Giorgio è anche il patrono di Urbisaglia, uno dei borghi più belli delle Marche, dove dal 1964 ha sede la manifattura Tombolini. Che nel suo nuovo logo, insieme alla T dell’iniziale, ha voluto inserire anche il drago: «È un omaggio a San Giorgio e lo presenteremo proprio a Pitti, un appuntamento molto importante per noi, dove siamo felici di tornare in presenza», racconta Silvio Calvigioni Tombolini, responsabile Marketing e Commerciale dell’azienda di famiglia. L’ideale lancia con cui Tombolini ha sconfitto il Covid è la sua solidità: già da qualche anno, infatti, l’azienda aveva intuito l’evoluzione del menswear verso il confort sartoriale, prima che la pandemia lo facesse diventare un valore condiviso: «Era necessario puntare sulla leggerezza dei capi, sullo star bene. Per realizzare i nostri abiti abbiamo investito molto nell’innovazione della nostra azienda, a partire dai macchinari», prosegue. Tombolini, infatti, è un’azienda verticale che acquista i filati per poi trasformarli in capi finiti. «Negli ultimi 4-5 mesi abbiamo destinato molte risorse all’innovazione del prodotto e del suo processo di produzione, anche per mantenere i prezzi competitivi e rispondere con efficacia e velocità alle esigenze del mercato», sottolinea Calvigioni Tombolini.

A Firenze l’azienda manchigiana porta le novità delle sue due etichette, Tombolini Zero Gravity e Tmb: della prima fa parte una speciale capsule collection sostenibile, Zero Impact, con capi in tessuti organici e biodegradabili, come anche la gruccia e le etichette, realizzati con ridotto impiego di acqua ed energia: «Zero Impact testimonia anche il nostro impegno per la sostenibilità, che prosegue anche con l’impianto di pannelli solari e l’adozione di politiche anti spreco», prosegue. Nylon riciclato dalle reti da pesca in disuso è anche impiegato in alcuni capi della linea Tmb, «la nostra label, dove sport e sartorialità si uniscono. Siamo anche molti contenti di avere accolto fra i nostri ambassador il nuovo allenatore della Roma, Jose Mourinho».

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Il percorso di innovazione di Tombolini passa anche dal nuovo e-commerce: «È già attivo, ma lo lanceremo ufficialmente a gennaio 2022 - spiega -, così da migliorarlo in questi mesi. I risultati però sono già buoni, soprattutto per i capi più sportivi e la linea Zero Gravity. Non è però la nostra unica innovazione digitale: abbiamo anche un nuovo virtual showroom, abbiamo adottato un nuovo sistema informatico aziendale e lanciato anche le vendite tramite WhatsApp e Skype, per essere più vicini ai nostri clienti che si trovano in Paesi ancora non accessibili».

Fra quelli che invece hanno segnato un rimbalzo nelle ultime due stagioni ci sono la Russia e i Paesi dell’Est Europa, «soprattutto grazie a politiche di aperture dei negozi meno rigide - nota il manager - . Stanno andando bene anche gli Stati Uniti, mercato dove siamo presenti in 25 specialty store e per cui stiamo preparando una campagna molto importante. Registriamo segnali positivi anche dall’Italia, grazie soprattutto al ritorno delle cerimonie - conclude - . Crediamo che già quest’inverno vedremo quei segnali positivi che ci permetteranno di continuare a lavorare e investire con serenità, anche per i nostri dipendenti».

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