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Tonfo Direct Line a Londra dopo taglio stime 2022 e stop a buy back

Dopo un periodo di crescente volatilità del mercato, la società ha deciso di «rivedere il combined ratio operativo del 2022 al 96-98%», dal 93-95% indicato nello scorso maggio

di Giuliana Licini

Dlg Bristol Office (credit: Direct Line)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Direct Line cade alla Borsa di Londra dopo avere tagliato le prospettive di redditività per il 2022 e aver deciso di non procedere con la seconda tranche del programma di buy back. Il titolo del gruppo assicurativo britannico, specializzato nel settore auto, è arrivato a cedere il 14%, una delle più ampie dell’indice Stoxx Europe 600, mentre l'indice FT-SE 100 è in rialzo. Direct Line trascina al ribasso Admiral, che perde oltre sei punti e risente anche dell’abbassamento della raccomandazione da parte di Jefferies a ‘underperform’ da conservare. In calo di circa tre punti anche Sabre Insurance, che la scorsa settimana è crollata (-40% il 14 luglio), dopo un analogo profit warning.

In un aggiornamento sull’andamento del semestre, la ceo di Direct Line, Penny James, ha dichiarato che «dopo una periodo di crescente volatilità nel mercato assicurativo auto del Regno Unito, in cui abbiamo visto un aumento del costo dei sinistri nella prima metà del 2022 andare molto oltre i livelli che avevano presupposto nella nostra tariffazione», la compagnia ha deciso di «rivedere il combined ratio operativo del 2022 al 96-98%», dal 93-95% indicato nello scorso maggio. Direct Line si attende per altro che il CoR migliori attorno al 95% nel 2023 per tornare alla gamma prevista per il medio termine del 93-95%. Il mercato dell’assicurazione auto – spiega Direct Line – ha registrato elevati livelli di inflazione nella prima metà dell’anno, principalmente per i rincari dei prezzi delle auto usate, per le maggiori richieste di risarcimento, per i tempi di riparazione più lunghi e con costi dei componenti auto maggiori.

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L’aumento di mercato delle tariffe dei premi ha continuato ad essere inferiore rispetto al costo dei sinistri, sottolinea la compagnia. Il gruppo per altro prevede di ridurre le spese operative a 690-700 milioni di sterline quest’anno e di scendere a 670 milioni il prossimo. L’indice di Solvency nella prima metà del 2002 è diminuito di circa 7 punti percentuali, per effetto della valutazione a livelli di mercato del portafoglio di investimenti del gruppo e al 30 giugno era circa del 150%. «Alla luce di queste circostanze, il consiglio di amministrazione ha deciso di non lanciare la seconda tranche da 50 milioni di sterline del programma di riacquisto di azioni proprie da 100 milioni di sterline annunciato in precedenza», conclude la società.

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