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Tonfo per Fiat Chrysler dopo lo stop alla produzione in Europa

La decisione per affrontare l'emergenza coronavirus. Si fermano anche gli impianti Ferrari ma il titolo della Rossa limita i danni. Negli Usa una task force congiunta

di C. Condina e P. Paronetto

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(EPA)

2' di lettura

Fiat Chrysler Automobiles tra i peggiori titoli dell'Ftse Mib dopo l'annuncio della chiusura della maggioranza degli impianti europei, che valgono il 30-35% della capacità produttiva, fino al 27 marzo. La decisione è finalizzato ad affrontare l'emergenza Covid-19 e adeguare la produzione alla domanda. Si tratta, in particolare, degli stabilimenti in Italia di Melfi, Pomigliano, Cassino, Carrozzerie Mirafiori, Grugliasco e Modena; in Serbia di Kragujevac e in Polonia di Tychy. Inoltre, sottolinea Equita, è stato segnalato l'ulteriore obiettivo di coordinamento con fornitori e partner affinché gli stabilimenti possano raggiungere i livelli di produzione totali precedentemente pianificati quando il mercato tornerà alla normalità.

Anche Ferrari, che in Borsa tiene comunque botta, ha annunciato la sospensione della produzione negli impianti di Maranello e Modena dal 14 fino al 27 marzo per motivi precauzionali e per «le prime serie difficoltà nella catena di fornitura che non permettono di assicurare la continuità produttiva». Secondo Equita, tuttavia, la situazione è diversa: «Riteniamo che la sospensione del 100% della capacità produttiva per due settimane sia recuperabile nel corso dell'anno; nel caso si protraesse ci sarebbero inevitabili ritardi nelle consegne». Anche la gestione sportiva, fa notare il broker, ha sospeso le sue attività operative. «La cancellazione di un GP di F1 non dovrebbe avere un impatto significativo, ma in caso di ulteriori cancellazioni non escludiamo che l'ammontare dei premi (di cui Ferrari è la principale beneficiaria) possa ridursi significativamente», spiega Equita al proposito.

Negli Usa task force congiunta costruttori-sindacato
Negli Stati Uniti, intanto, Fca, Ford, General Motors e United Auto Workers (Uaw il maggiore sindacato americano del settore auto) hanno lanciato una task force congiunta per rafforzare le misure di sicurezza per tutelare i lavoratori delle fabbriche e dei magazzini delle tre aziende, in risposta alla pandemia di coronavirus. La task force sarà guidata dal presidente di Uaw Rory Gamble, dal Ceo di Gm Mary Barra, dal numero uno di Ford Jim Hackett e dal Ceo di Fca Mike Manley e ne faranno parte anche i rappresentanti sindacali di Uaw all'interno delle tre case automobilistiche. «È una situazione senza precedenti e la task force si muoverà rapidamente partendo dall'ampia serie di misure preventive già messe in atto. Lavoriamo insieme per garantire la sicurezza e la salute dei nostri lavoratori», hanno detto i tre Ceo.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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