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Tonfo della lira turca dopo il cambio ai vertici della banca centrale


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1' di lettura

Turbolenza in avvio di settimana sul mercato valutario turco, dove la lira è in forte deprezzamento ed è arrivata a perdere il 2,1% dopo che il presidente Recep Tayyip Erdogan, nel corso del weekend, con un decreto presidenziale, ha rimosso dal proprio incarico il governatore della Banca centrale Murat Cetinkaya, affidando la guida dell'istituto al suo vice Murat Uysal.

La mossa, giunta a sorpresa visto che il mandato di Cetinkaya sarebbe scaduto nel 2020, fa tornare i timori di ingerenza politica nelle decisioni della Banca centrale. Erdogan non aveva gradito la decisione di Cetinkaya di tenere i tassi al 24%, livello a cui erano stati portati, contro la volontà del presidente, a settembre 2018.

Da allora Erdogan ha più volte chiesto una politica accomodante, quindi tagli del costo del denaro. Ma Cetinkaya si è sempre rifiutato anche perché una strategia del genere avrebbe finito per aggravare i problemi di iperinflazione dell’economia (l’indice dei prezzi al consumo indica una crescita del 15% anno su anno).

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Uysal ha posizioni più vicine a quelle di Erdogan ed è tra le “colombe” della Banca centrale turca. Secondo gli analisti, l'istituto potrebbe ora cominciare ad allentare le maglie della politica monetaria già durante la riunione del 25 luglio. Il cambio è al momento di 6,43 lire per un euro, ma era arrivato fino a 6,501, contro i 6,32 della chiusura di venerdì. Il cross con il dollaro è 5,72, dopo essere arrivato a 5,792 (-2%).

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