AnalisiL'analisi si basa sulla cronaca che sfrutta l'esperienza e la competenza specifica dell'autore per spiegare i fatti, a volte interpretando e traendo conclusioni al servizio dei lettori. Può includere previsioni di possibili evoluzioni di eventi sulla base dell'esperienza.Scopri di piùtecnologia e Sanità

Tonfo Philips ad Amsterdam dopo profit warning, pesa guerra dazi

Il gruppo, attivo nelle tecnologie per il settore sanità e nelle apparecchiature per ospedali, ha fatto sapere che non centrerà gli obiettivi sugli utili. Il titolo è arrivato a perdere quasi il 10%, il ribasso maggiore in 12 mesi, ed è scivolato a livelli che non si vedevano da giugno

di Stefania Arcudi

default onloading pic

2' di lettura

Seduta da dimenticare alla Borsa di Amsterdam per Royal Philips. Il titolo è arrivato a cedere quasi il 10%, il calo percentuale maggiore in 12 mesi, dopo il profit warning lanciato anche a causa delle ricadute negative del braccio di ferro commerciale tra Stati Uniti e Cina, che sta penalizzando soprattutto la divisione Connected Care. Il gruppo, attivo nelle tecnologie per il settore sanità e produttore di apparecchiature per ospedali, ha rivisto le stime sui conti del terzo trimestre, che saranno pubblicati il 28 ottobre: la società ha fatto sapere che non raggiungerà gli obiettivi sui profitti e che per il terzo trimestre attende vendite per 4,7 miliardi e un Ebitda adjusted di circa 583 milioni di euro, ovvero il 12,4% delle vendite, contro il 13,2% dell'anno scorso, mentre gli analisti attendevano un dato a 628 milioni.

Per il 2019 attende ora un aumento della redditività (Ebitda margin adjusted) di 10-20 punti base, dopo l'incremento di almeno 100 punti registrato per tre anni consecutivi. Questo rischia di mettere a repentaglio anche la strategia dell'amministratore delegato Frans van Houten, che puntava a un significativo aumento della produttività dopo che la società ha rifocalizzato le proprie attività dal comparto tecnologico a quello dei prodotti per la sanità. «Nel complesso, siamo indietro rispetto al piano originario, che prevedeva una redditività del 15% l'anno prossimo», ha detto van Houten. L'impatto sul titolo è stato evidente: mentre il listino principale di Amsterdam cedeva meno dell'1% e si è quindi portato sulla parità, Philips ha continuato a macinare perdite, arrivando a perdere anche il 9,7% a un minimo di giornata di 37,56 euro, un livello che non si vedeva da fine giugno scorso.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...