missione impossibile?

Toninelli, ex carabiniere e dimaiano: la carta M5S per arginare Salvini

di Manuela Perrone

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(ANSA)


2' di lettura

Dall'Arma al ministero delle Infrastrutture, di strada Danilo Toninelli ne ha fatta. Complice la fedeltà ai vertici del M5S e al capo politico Luigi Di Maio, ma anche l’attitudine alla negoziazione e allo studio, dimostrata sul campo quando era capogruppo del Movimento in commissione Affari costituzionali della Camera e primo sherpa pentastellato sulla legge elettorale.

Oggi, da ministro, tocca a lui rappresentare il primo argine alla linea dura di Matteo Salvini sui migranti. Una posizione scomoda e faticosa. Perché il caso Aquarius fotografa in maniera fedele il fragile equilibrio della compagine legastellata. Toninelli e Salvini, ieri, hanno sì concordato la necessità di inviare un segnale deciso a Malta. Ma l'hashtag #chiudiamoiporti, dal chiaro sapore elettorale, è stata un'iniziativa del solo titolare del Viminale. Mentre Toninelli sa bene che chiudere i porti non si può, alla luce del diritto internazionale, e lo ha già ricordato al suo collega di governo. Da cui si aspetta un atteggiamento più ragionevole.

È a questo che si lavora, in vista del vertice a tre di stasera a Palazzo Chigi. Toninelli insisterà su ciò che unisce Lega e M5S, anziché su ciò che divide: l’esigenza di invocare solidarietà agli altri Paesi perché l’Italia non sia più abbandonata a se stessa. «Non vogliamo chiudere i porti, vogliamo però che anche gli altri siano aperti», ha sintetizzato il ministro pentastellato. Una linea coerente con quella di Di Maio, che già ieri aveva frenato rispetto all'escalation di Salvini: «L'Ue sia solidale, siamo soli».

Stavolta è stata la Spagna a togliere le castagne dal fuoco a Salvini, ma con l'estate alle porte è facile prevedere che la vicenda si riproporrà a stretto giro. E di sicuro c'è anche che questa è soltanto la prima delle prove di dialogo con la Lega che attendono Toninelli al varco. Perché anche sulle infrastrutture, dalla Tav al Terzo Valico, tutto si giocherà sull'interlocuzione con l'alleato-rivale.

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