italia in ritardo sulla mobilità sostenibile

Toninelli: «No all’innalzamento del limite di velocità a 150 km/h»


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3' di lettura

L’innalzamento del limite di velocità a 150km/h in autostrada? «É fuori dal tavolo». Lo ha detto il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, a margine della presentazione della conferenza sulla mobilità sostenibile e del trasporto locale al Mit. «Noi del M5S - ha precisato il ministro - siamo semplicemente contrari» all'innalzamento del limite di velocità «perché ci dicono i tecnici le principali cause di morte, incidenti e collisioni gravi sono date dalla velocità».

A 150 km/h solo in alcune tratte
In realtà il testo unificato all’esame del Parlamento salderà le iniziative della Lega con quelle dei Cinque Stelle prevede l’innalzamento della velocità a 150 chilometri orari nelle autostrade a quattro corsie (compresa quella d'emergenza) e con asfalto drenante per noi resta. Lo ha precisato il relatore per la Lega, Giuseppe Donina, parlando della riforma del codice della strada, all'esame della commissione Trasporti della Camera. Si tratterebbe, ha spiegato il relatore, «solo di alcuni tratti della A4 e della A1, dove ci sono le condizioni di sicurezza». Si potrebbe trattare di una prima sperimentazione.

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Italia in ritardo sulla mobilità sostenibile
«L'Italia è in ritardo sulla mobilità sostenibile, la mobilità attiva e la sicurezza stradale», ha detto Toninelli, alla presentazione della conferenza sulla mobilità sostenibile e il Trasporto pubblico Locale al Mit. «Se in Italia su 100 abitanti ci sono 65 vetture e a Roma su 100 abitanti ce ne sono 70, a Berlino su 100 abitanti ci sono 29 auto, a Londra 31 a Monaco 35», ha spiegato il ministro, sottolineando che «ciò significa che dobbiamo fare molto, dobbiamo cambiare mentalità e prima di tutto lo deve fare la politica».

Via alla consultazione pubblica
Intanto, con la partenza della consultazione pubblica sul sito del Mit, ha preso il via il percorso partecipato della Conferenza nazionale sulla mobilità sostenibile e il trasporto locale. La consultazione sarà aperta fino al 3 maggio e consentirà, è stato spiegato, a tutti gli operatori del settore e ai cittadini di inviare proposte e contributi in merito alle tematiche e agli oggetti di discussione che saranno poi affrontati nei vari tavoli durante la Conferenza nazionale a inizio giugno. I tavoli di discussione verteranno su cinque macro aree: la mobilità elettrica in ambito stradale per il modo privato, City logistics, Trasporto Pubblico Locale, Smart Road, Sicurezza stradale e mobilità attiva.

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La strage sulle strade ha un costo sociale altissimo: 30 miliardi
Il ministro ha poi posto l’obiettivo sulla strage sulle strade. «Non possiamo più tollerare gli oltre 3.300 morti sulle strade del 2017 e i 1.480 nei soli primi sei mesi del 2018. Persone uccise mentre andavano a lavoro, tornavano a casa, o semplicemente viaggiavano per piacere». E ha ricordato che è «una strage che ha anche un costo sociale altissimo, 30 miliardi di euro che potrebbero essere spesi per scuole, ospedali, manutenzione delle infrastrutture, servizi efficienti». gha ricordato che è in dirittura d'arrivo un decreto messo a punto dal Mit, «in cui si obbligano i gestori delle strade a installare una protezione adatta a scooteristi e motociclisti, il cosiddetto Dsm (Dispositivo Salva Motociclisti), almeno a partire dai tratti più pericolosi».

La replica di Morelli (Lega), M5s rimane il partito del no
«Dispiace scoprire che il ministro non abbia neppure letto la proposta sul tavolo del Parlamento, visto che la norma relativa all'innalzamento del limite a 150 km/h riguarda solo le infrastrutture autostradali moderne, efficienti, sicure, e che le norme vigenti legate alla velocità in autostrada risalgono a quasi vent'anni fa. Il 'partito del no' interno al Movimento 5 Stelle si esprime ancora una volta». Così Alessandro Morelli, deputato della Lega e presidente in commissione Trasporti, che ha aggiunto: «Siamo disponibili a ragionare se si abbandonano posizioni ideologiche, a ltrimenti l’unica libertà che ci rimane è quella di lavorare con maggiore forza per le grandi opere, che collegheranno rapidamente e in sicurezza l'Italia all'Europa».

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