inchiesta della procura

Torino, Appendino indagata per falso in bilancio. La sindaca: «Serena, pronta a collaborare»

di Filomena Greco


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(AP)

2' di lettura

La sindaca di Torino, Chiara Appendino, è indagata dalla Procura di Torino per falso in relazione al bilancio 2016. La vicenda è quella relativa alla cessione dell'area Westinghouse e ad avviare l'inchiesta della procura di Torino sono stati gli esposti di alcuni esponenti dell'opposizione in Consiglio comunale. Gli inquirenti hanno ipotizzato per la Sindaca di Torino il reato di falso in bilancio, relativamente agli atti del 2016. Nell'inchiesta in realtà sono coinvolti anche il capo di gabinetto, Paolo Giordana, e l'assessore al Bilancio, Sergio Rolando. Al centro della vicenda, in particolare, la somma di 5 milioni di euro che il Comune avrebbe omesso, secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, e che sarebbe stato necessario restituire alla società Ream SGR, in capo alla Fondazione Crt, che nel 2012 aveva opzionato l'acquisto dell'area poi ceduta.

L’accusa
L'accusa sollevata da Alberto Morano (lista Morano) e da Stefano Lo Russo (Pd) è che la cifra sia scomparsa dai documenti relativi al bilancio 2016 e dal Bilancio di previsione per il 2017 e che le comunicazioni intercorse tra l'amministrazione e la Fondazione non siano state fornite al Collegio dei Revisori del Comune di Torino e che dunque la cifra sia stata completamente omessa.

Appendino: serena, pronta a collaborare
«Sono assolutamente serena e pronta a collaborare con la magistratura, certa di aver sempre perseguito con il massimo rigore l'interesse della Città e dei torinesi», queste le prime parole della sindaca alla notizia dell'avviso di garanzia per la vicenda Ream. «Desidero essere ascoltata il prima possibile al fine di chiarire tutti gli aspetti di una vicenda complessa, relativa all'individuazione dell'esercizio di bilancio al quale imputare un debito che questa amministrazione mai ha voluto nascondere».

La somma di 5 milioni era stata versata a titolo di prelazione sull'acquisto dell'area destinata alla realizzazione di un centro congressi. Il tema, prima politico e poi finito in un'inchiesta gestita dal pm Marco Gianoglio, è che questa somma non è stata restituita dal Comune né iscritta a bilancio ma considerata come un debito di fatto «fuori bilancio». Una scelta contestata dalle opposizioni in Consiglio comunale, tanto da presentare un esposto in Procura. Il progetto per l'area Westinghouse è tra i principali interventi di riqualificazione urbanistica in campo per la Città di Torino. Ad oggi l'area è stata acquistata dal Gruppo Amteco&Maiora per 19,5 milioni di euro, qui sorgeranno nei prossimi anni oltre al centro congressi anche un albergo e un ipermercato. Al progetto sta lavorando la società per azioni T-Hub, che ha sottoscritto un'opzione per l'acquisto di una parte degli spazi e per la realizzazione della struttura congressuale, in piedi fino al 31 dicembre.

Esposito (Pd): massimo garantismo anche per Appendino
Tra i primi a commentare la notizia dell’avviso di garanzia, il senatore dem Stefano Esposito: «Per quanto mi riguarda massimo garantismo anche per lei - ha detto il parlamentare torinese - noi non siamo grillini».

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